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Rieti Covid, appello del Comune: "Vaccini a Municipale e Protezione civile”

Monica Puliti
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Rieti, over 80, fragili e poi una serie di categorie che, per la particolare professione svolta a contatto con il pubblico – personale sanitario, scolastico e forze dell’ordine, ad esempio -, sono state sottoposte alla campagna di vaccinazione anti Covid. Ma l’eterogeneità dei criteri messi in campo dalle diverse Regioni ha ingenerato non poca confusione, senza contare le polemiche e le indagini aperte dalla magistratura da Nord a Sud Italia a carico di chi, pur non rientrando nelle categorie che ne avevano diritto, è stato vaccinato. E’ in questo clima che definire caotico è poca cosa che si inserisce la richiesta fatta dall’assessore comunale alla Polizia locale, Sicurezza e Protezione civile, Onorina Domeniconi.

 

 

“Ad oggi – dice - nel territorio della regione Lazio interi comparti, fondamentali per la vita comunitaria e costantemente a contatto con numerosi cittadini, a partire dalla Polizia locale e dai volontari della Protezione civile, restano esclusi dalla campagna vaccinale”. Per loro, al momento, non esiste ancora una data certa nella quale saranno sottoposti al vaccino, e questo a differenza delle forze di Polizia i cui uomini e donne sono stati già da tempo “immunizzati”. In città sono 36 gli agenti di polizia locale in lista – la medesima che la Prefettura ha inviato all’Asl già da tempo, ma sulla quale è la Regione a dover decidere – per ricevere le dosi e un centinaio gli uomini e le donne della Protezione civile.

 

“Siamo del parere – aggiunge l’assessore Domeniconi - che, oltre agli anziani e ai fragili, categorie come gli agenti di Polizia locale e i volontari, quotidianamente a contatto con la popolazione e in alcuni casi anche con soggetti positivi al Covid, debbano essere incluse in via prioritaria nella campagna di vaccinazione. Con l’auspicio che questa possa essere oggetto dell’accelerazione tanto attesa dall’intera popolazione”. Non passa giorno che intere categorie professionali rivendichino un ruolo tale da legittimarle ad avere il vaccino: le ultime in ordine di tempo sono state le associazioni del settore turistico che hanno richiesto l’accesso tempestivo alla campagna di immunizzazione, per dare sicurezza a tutti coloro che vogliono spostarsi e far ripartire il comparto, uno dei più colpiti dal virus. Ma esiste una priorità ed è legata al ruolo che le persone svolgono tra la gente, spesso a contatto con i contagiati.