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Fara in Sabina, vaccini per over 80 nella sede della Croce rossa

Paolo Giomi
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Fara in Sabina, ha ottenuto il via libera della Asl di Rieti la richiesta dei medici di base del Comune di Fara Sabina di un centro unico dove poter somministrare i vaccini Pfizer ai rispettivi assistiti, partendo dagli over 80 che ancora non hanno ricevuto l’inoculazione presso i centri di vaccinazione “ufficiali”, e proseguendo via via secondo i dettami impartiti dalla Regione Lazio.

 

Dalla prossima settimana, dunque, i locali della Croce Rossa Bassa Sabina lungo la ex via Ternana, a ridosso di via Garibaldi, nei pressi del confine comunale con Montelibretti, a Passo Corese, ospiteranno la struttura dove i medici farensi potranno somministrare le dosi. Il che, per l’unico comune in zona rossa di tutto il Lazio, è senza ombra di dubbio un passo in avanti per la gestione dell’emergenza sanitaria. Da qui, però, a circondare con toni di giubilo la cosa ce ne passa, dal momento che quello di Passo Corese non è, e soprattutto non sarà, un centro vaccinale vero e proprio, come quelli di Fiano Romano e Poggio Mirteto. Non solo. Per giungere a questa conclusione non solo c’è voluto tempo, ma anche l’intervento risolutore del Comune di Fara Sabina, che ha esortato le strutture dirigenziali della Asl a formalizzare il via libera a quella che, fino a qualche giorno fa, era una richiesta dei medici operanti sul territorio. Richiesta legittima, mossa da un altrettanto legittimo profilo professionale, ma sulla quale la Asl, da quanto appreso, non ha ritenuto necessario pronunciarsi nell’immediato, ritenendo comunque autonomo l’operato dei medici nella somministrazione dei vaccini. Il che, in un primo momento, ha generato una situazione di impasse che ha rischiato di far saltare tutto, fino al definitivo sblocco della situazione.

 


La notizia del via libera ai vaccini per i medici di base presso la sede della Croce Rossa, annunciata formalmente dalla Asl è una notizia importante e attesa dalla comunità - commenta il sindaco Roberta Cuneo - questo infatti, accanto alle somministrazioni che saranno effettuate dalle farmacie del territorio, ci permetterà di entrare in una fase nuova. Insieme alle misure di prevenzione, la via maestra per uscire da questa emergenza sanitaria è proprio effettuare il vaccino. Il prossimo passo è quello di ottenere un vero e proprio centro vaccinale sul nostro territorio, che permetterà una somministrazione giornaliera di vaccini molto più elevata. Abbiamo già fatto richiesta, e sono fiduciosa che non appena la fornitura di vaccini a livello regionale, ma ancora prima nazionale, lo consentirà, anche noi ne potremo disporre”.