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Covid, Fara in Sabina zona rossa. In calo i contagi. Fratini: "Ora aiuti alle imprese e centro vaccinale"

Paolo Giomi
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E’ trascorsa senza particolari problemi, almeno per quanto riguarda l’ordine pubblico, la prima settimana di zona rossa di Fara Sabina, che venerdì prossimo terminerà i suoi 14 giorni di isolamento totale (unico comune nel Lazio) al termine dei quali, si spera, la situazione dei contagi dovrebbe tornare sotto controllo. I numeri sono incoraggianti. Anche per quanto riguarda i controlli a tappeto di forze dell’ordine e militari dell’esercito, che continuano a presidiare l’intero territorio comunale, non si registrano particolari criticità, anche per quanto riguarda il numero di sanzioni, che non sono state più di 30.

 

“E’ passata una settimana da quando la Regione Lazio, mediante apposita ordinanza del presidente Zingaretti, ha posto il Comune di Fara in Sabina in zona rossa – commenta il vicesindaco e assessore alla sanità, Simone Fratini - giorni che sono sembrati una vita, con una città blindata, con le saracinesche delle attività commerciali abbassate e l'esercito sulle strade, in cui ci siamo trovati ad affrontare decisioni difficili e responsabilità enormi nel momento più duro della storia della nostra comunità. Dal 2 aprile ad oggi i casi di positività sono passati da 170 a 141, con un decremento di circa il 15%, un dato confortante che ci permette di guardare al futuro con maggiore ottimismo almeno dal punto di vista sanitario. A breve questo clima surreale sarà finito e forse potremo tornare ad una vita semi-normale”.

 

Restano però sotto la lente due punti focali: la realizzazione di un centro vaccinale a Fara Sabina, che resta incredibilmente in stand-by nonostante sia l’emergenza attuale, sia i numeri in generale, renderebbero pressoché scontata la scelta di aprire sul territorio farense una postazione attiva, come accaduto ad esempio per Poggio Mirteto o Fiano Romano. Eppure, a formale richiesta protocollata dagli uffici del Comune di Fara, né Asl né Regione Lazio hanno ancora fornito risposta, trasformando la vicenda in un autentico caso; seconda, ma non meno importante questione, quella legata alle attività commerciali del territorio, costrette a due settimane di chiusura aggiuntiva rispetto ai colleghi degli altri territori, e per questo ancora più in crisi dopo un anno da dimenticare. Anche qui si attendono risposte sulla richiesta di un fondo ad hoc a loro destinato presentata alla Regione, e ancora senza risposta.