Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, riciclaggio di denaro. In una anno segnalate 155 operazioni sospette

Esplora:

Luigi Spaghetti
  • a
  • a
  • a

Aumentano le operazioni finanziarie sospette segnalate nel Reatino passate da 133 del 2019 a 155 del 2020. Un incremento considerevole, tenuto conto delle dimensioni limitate del territorio e del numero delle imprese attive. Numeri quelli elaborati dall’Ufficio Unità Finanziaria della Banca d’Italia (ben 113.187 nel 2020 in Italia), che destano allarme e preoccupazione. Il Lazio con 14.329 si colloca al terzo posto dopo Lombardia e Campania. Roma con 12.669 (3.632 in più dell’anno precedente) diventa la città italiana con il maggior numero di operazioni finanziarie sospette segnalate, segue Latina che passa da 634 operazioni nel 2019 a 727 nel 2020 , Frosinone da 519 a 544, Rieti, come detto, da 133 a 155 mentre Viterbo è l’unica che registra una diminuzione da 244 a 234. L’ammontare complessivo delle operazioni finanziarie sospette segnalate è di 96 miliardi con una ricaduta stimata nel Lazio di circa 10 miliardi.

 

“Un aumento ancora più preoccupante a fronte di un prolungato periodo di lockdown che ha provocato una crisi di liquidità in cui versano soprattutto le piccole e medie imprese rendendole facili prede da parte della criminalità organizzata - ha sottolineato più volte il presidente di Confcommercio, Leonardo Tosti -. E a conferma di questo ci sono anche i dati relativi alla richiesta di aiuto economico attraverso canali non convenzionali che registrano un sensibile aumento”.

 

Le operazioni finanziarie sospette riguardano principalmente le attività di riciclaggio connesse alla criminalità organizzata ed in parte alla corruzione e all’evasione fiscale, fenomeni di frequente intrecciati fra loro – spiega Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio -. Questi dati ci indicano un processo in atto di un gigantesco reinvestimento di denaro delle mafie nel sistema produttivo laziale anche grazie al prezioso apporto dei colletti bianchi. Il rischio di infiltrazioni criminali si annida sia nei tentativi di accaparramento delle provvidenze e commesse pubbliche, sia nell’interesse a gestire direttamente o indirettamente imprese operanti in settori economico-produttivi oggi più attrattivi o in crisi per la pandemia. Presentano vulnerabilità accentuate, i settori immobiliare, edile, servizi di pulizia, tessile, turistico, ristorazione e dei trasporti. Si manifestano forme di infiltrazione sempre più pervasive basate sul controllo di imprese tramite prestanome o sull’estromissione dei titolari anche attraverso attività usurarie o estorsive”.