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Rieti, danni per 7 milioni e mezzo a causa degli allagamenti nella Piana

Luigi Spaghetti
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Il ricordo di quei giorni da incubo vissuti è ancora ben vivo tra i residenti della Piana Reatina. A due mesi dall’esondazione del fiume Turano la situazione sta lentamente tornando alla normalità anche se i problemi, superati gli iniziali disagi, continuano ad esserci e a condizionare la vita dei residenti e delle imprese agricole. L’acqua che tracimava dagli argini del Turano e che invadeva le campagne distruggendo coltivazioni e mettendo in ginocchio le aziende agricole costrette a trasferire il bestiame per evitare che morisse affogato. Per non parlare delle cento persone costrette a lasciare, alcuni addirittura sui gommoni le proprie abitazioni circondate dall’acqua che in alcuni casi ha raggiunto anche i due metri.

 

Da quel 24 gennaio tecnici e operatori della Protezione civile sono stati impegnati a fare la conta dei danni che ammonta a 7,5 milioni. E a distanza di due mesi due famiglie, per un totale di sei persone, non sono riuscite ancora a fare ritorno a casa nonostante sia cessata l’emergenza. “Abbiamo chiesto la dichiarazione di calamità naturale altrettanto ha fatto la Regione nei confronti del Governo e stiamo attendendo le decisioni” sottolinea il sindaco Cicchetti. Le spese sostenute dai Comuni (ci sono anche Greccio, Rivodutri e Contigliano) interessati dall’alluvione per l’ospitalità negli alberghi delle famiglie evacuate saranno ristorate quanto prima dalla Regione. Più macchinoso, invece il discorso relativo agli indenizzi per i danni subiti i cui dati sono stati inviati alla Protezione civile nazionale per richiedere al Governo lo stato di emergenza e quindi il ristoro dei danni. Solo Coldiretti aveva ipotizzato 1,5 milioni per le coltivazioni andate distrutte. “A questa cifra - spiega il responsabile della Protezione civile del Coimune di Rieti, Giacomo Ermini - si sono aggiunte quelle relative ai danni a infrastrutture come strade, piloni delle linee telefoniche e centraline dell’Enel andati in tilt in quei giorni. Del resto nel solo Comune di Rieti i danni sono stati particolarmente ingenti nonostante il grande lavoro svolto sostenuti anche dalla Protezione civile del Lazio e di altre province limitrofe”. 

 


L’alluvione come si ricorderà fu causata dalle abbondanti piogge, dalle nevicate in quota e dall’apertura delle paratie della diga del Turano per abbassare il livello del lago che aveva raggiunto limiti di allerta. E proprio l’acqua fatta fuoriuscire avrebbe contribuito ad ingrossare i fiumi e i torrenti che non avrebbero retto alla portata tracimando in più punti sulla Piana Reatina. Sulle responsabilità nella gestione dell’emergenza idrica da parte di Erg (ente gestore delle dighe) sono in corso accertamenti anche da parte della Procura di Rieti che per quei fatti ha aperto un fascicolo.