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Covid, anziani morti dopo essere stati contagiati dai no vax nella casa di riposo di Fiano. La rabbia dei familiari

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Mentre la Procura della Repubblica di Rieti si fa largo tra le maglie della vicenda legata alle 5 morti della casa di riposo di via Venezia a Fiano Romano, e soprattutto al focolaio esploso a seguito del rifiuto di vaccinarsi di tre operatori socio-sanitari impiegati nella struttura, iniziano a farsi sentire anche i parenti delle 5 vittime che hanno perso la vita a causa del contagio. Alcuni dei quali stanno valutando di costituirsi parte civile nei confronti del soggetto o dei soggetti che verranno iscritti, come indagati, nel fascicolo d’inchiesta in mano al sostituto procuratore Rocco Gustavo Maruotti e supervisionato direttamente dal Procuratore capo di Rieti, Lina Cusano. Un fascicolo al momento ancora contro ignoti, che prefigura l’ipotesi di reato di omicidio colposo plurimo.

 

 

Queste, almeno, le intenzioni palesate nelle ultime ore da qualche parente di alcune delle vittime. Convinto che “se non ci fosse stato il cluster di Coronavirus, e l’esplosione dei contagi all’interno della struttura, le cose sarebbero andate diversamente. E gli anziani non avrebbero rischiato la vita, per poi perderla proprio a causa delle complicazioni generate dall’infezione”.

 

 

E sarà importante anche vedere quali saranno le intenzioni della struttura stessa, che per voce del suo titolare, Roberto Agresti, non solo si è sempre dichiarata estranea ai fatti, ma sin dal primo momento ha ritenuto responsabili dell’esplosione del focolaio quegli operatori che nel marzo scorso rifiutarono il vaccino offerto dalla Asl Rm-4, competente per territorio. Nello specifico uno degli operatori, risultato positivo immediatamente prima l’esplosione dei contagi. Sarebbe stato questo, secondo quanto ricostruito dalla task force dell’azienda sanitaria romana che ha ricostruito i passaggi del focolaio attraverso una meticolosa indagine epidemiologica, il passaggio-chiave per l’esplosione dei contagi – 30 in tutto tra ospiti e personale -. Un passaggio sul quale Agresti, nei giorni scorsi, è stato categorico: “Abbiamo chiesto espressamente alla cooperativa che ci fornisce il personale che qui non vogliamo più avere dipendenti contrari al vaccino”, ha detto il titolare ai media. Una contrarietà che peraltro ora non potrà più essere esternata, dal momento che l’ultimo decreto Draghi del primo aprile scorso, forse anche in virtù del grande riverbero mediatico avuto dalla vicenda di Fiano, ha reso obbligatoria la vaccinazione anche per gli operatori sanitari.