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Covid Fiano Romano, morti cinque anziani contagiati dagli operatori no vax nella casa di riposo

Pa. Gio.
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Sono cinque i decessi registrati negli ultimi giorni tra gli ospiti della casa di riposo di Fiano Romano, balzata pochi giorni fa alle cronache nazionali per il focolaio generato da uno degli operatori socio-sanitari impiegati presso la struttura che aveva rifiutato di sottoporsi al vaccino anti-Covid offerto dalla Asl Rm-4, competente per territorio. La stessa Azienda sanitaria di Roma 4, nelle ultime ore, ha terminato l’indagine epidemiologica effettuata nella casa di riposo di via Venezia alle porte di Fiano Romano, confermando l’ipotesi avanzata subito dopo l’esplosione dei contagi. Ipotesi che ora, proprio per i motivi enunciati, è finita all’interno di un fascicolo d’inchiesta aperto dalla Procura della Repubblica di Rieti, competente per territorio. E’ lo stesso procuratore capo, Lina Cusano, a seguire da vicino l’inchiesta, coordinata dal sostituto Rocco Gustavo Maruotti. Per quello che è dato sapere nessun nominativo è stato ancora iscritto nel registro degli indagati, mentre per il reato si prefigura l’ipotesi di omicidio colposo plurimo.

 

La stessa Asl Rm-4, ricostruendo il tracciamento dei contagi che si sono sviluppati, ha appurato come il contagio stesso si sia rapidamente diffuso proprio a seguito del rifiuto a vaccinarsi espresso da alcuni operatori socio-sanitari della struttura. In particolare da uno di questi che avrebbe manifestato sintomi riconducibili al Covid subito dopo, confermandosi poi positivo al tampone. Ad essere rimasti contagiati sono stati complessivamente altri 2 operatori della struttura sanitaria e 27 anziani ospiti, la cui età media è di circa 85 anni. Per cinque di loro, purtroppo, non c’è stato nulla da fare e a nulla sono valse le cure a cui son stati sottoposti in diversi ospedali regionali. Uno solo, tra gli anziani deceduti, si era sottoposto a vaccino anti-Covid, ma purtroppo era gravato da altre complicazioni di salute che non gli hanno permesso di superare la malattia. Nel frattempo sono tenuti sotto costante monitoraggio gli altri 22 anziani ancora positivi, tutti fortunatamente asintomatici, almeno per ora. Il titolare della struttura, Roberto Agresti, ha ricevuto sin da subito attestati di solidarietà e vicinanza anche da parte del Comune di Fiano Romano, con il sindaco Ottorino Ferilli che si è messo subito a disposizione per ogni eventuale supporto, pur essendo la gestione della struttura completamente privata. Anche l’ordine degli Infermieri aveva subito tenuto a precisare che gli operatori che avevano rifiutato il vaccino non erano infermieri ma altri dipendenti della struttura di Fiano Romano. Non appena diffusasi la notizia dell’esplosione del focolaio la stessa Asl Rm4, attraverso i suoi responsabili territoriali, aveva inviato un’unità di accertamento dedicata, che poi ha ricostruito l’intera dinamica dei fatti che è ora al vaglio della Procura e che tornerà utile anche in fase di attività giudiziaria.

 

Infatti, sarà ora la Procura della Repubblica del Tribunale di Rieti a fare luce sulla vicenda dal punto di vista giudiziario, e soprattutto ad appurare eventuali responsabilità oggettive e soggettive delle persone coinvolte.