Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Fara in Sabina zona rossa. Il sindaco Roberta Cuneo: "Aiuti alle imprese chiuse"

Paolo Giomi
  • a
  • a
  • a

Un fondo ad hoc dedicato a sostegno delle attività economiche e commerciali del Comune di Fara Sabina, attualmente unica zona rossa del Lazio, che fino al prossimo 15 aprile vedrà la stragrande maggioranza di commercianti ed esercenti del territorio con le serrande abbassate. Portando, di fatto, il periodo di serrata totale a quasi un mese. E’ questa la richiesta che l’amministrazione farense ha inviato alla Regione Lazio, la proposta di un fondo con risorse dedicate da erogare in favore delle categorie commerciali che hanno dovuto chiudere di nuovo, lo scorso 2 aprile, dopo la proclamazione della nuova zona rossa per il secondo Comune della provincia di Rieti.

 


“E’ necessario dare una risposta tangibile, ma soprattutto immediata, nei confronti delle nostre attività commerciali, artigianali, e delle partite iva presenti sul territorio che ad oggi, più di tutti, hanno pagato questa grave emergenza sanitaria – ha spiegato il sindaco di Fara Sabina, Roberta Cuneo - contiamo di avere risposte concrete e rapide in tal senso, perché il nostro obiettivo è uscire prima possibile da questo periodo, non solo riportando bambini e ragazzi a scuola, ma anche dando un segnale importante alle nostre attività commerciali”.
Percorso tutt’altro che facile, quello avviato dal Comune, dal momento che proprio il ritardo nell’intervento del Legislatore – in questo caso lo Stato attraverso i suoi enti erogatori – attraverso i sostegni dedicati alle attività economiche, ai lavoratori in proprio e alle partite iva è stato, nei mesi scorsi, oggetto di dure e prolungate critiche. Sfociate nelle ultime ore nelle manifestazioni di piazza verificatesi in tutta Italia.

 


Bisognerà vedere ora in che modo la Regione risponderà alle richieste del Comune di Fara Sabina, che nell’ottica di un supporto alle categorie produttive ha anticipato anche la volontà di poter richiedere alla Asl, e quindi anche in questo caso alla Regione, la possibilità di poter pensare un criterio di prenotazione alle vaccinazioni anche per categorie lavorative, e non soltanto per regole anagrafiche. “Questo potrà essere uno scenario percorribile – spiega ancora il sindaco Cuneo – non appena le farmacie entreranno a pieno regime nella campagna vaccinale. Siamo già in contatto con i nostri professionisti, con i quali vogliamo intavolare un discorso che vada verso questa direzione”.