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Rieti, scuole riaperte. I presidi: “Ritorno in classe ordinato e in sicurezza”

Monica Puliti e Paolo Giomi
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Rientro in classe in presenza, ieri, per il 50% degli studenti delle scuole superiori della città, salutato con entusiasmo da parte dei ragazzi. Almeno di quelli del liceo scientifico Carlo Jucci, del liceo classico Marco Terenzio Varrone e dell’istituto Luigi di Savoia duca degli Abruzzi, secondo la dirigente scolastica Stefania Santarelli. “Quello di oggi (ieri, ndr) è stato un rientro tranquillo – dice -, i ragazzi erano contenti, tutto è andato bene e non abbiamo ricevuto alcuna chiamata da parte delle famiglie; continuiamo a rispettare le regole anti Covid consapevoli che la situazione, come finora accaduto, può cambiare da un giorno all’altro. Basta un contagio per mettere in moto gli ormai noti meccanismi tesi ad arginare il diffondersi del virus. Spero – conclude la professoressa Santarelli – che i ragazzi rispettino le misure di sicurezza anche fuori della scuola”. 

E’ stata una riapertura delle scuole composta e ordinata quella che ieri ha riguardato Fara Sabina, Comune in cui fino al prossimo 15 aprile è stata proclamata la zona rossa. E che per questo motivo ha visto una serie di controlli, da parte di forze dell’ordine e associazioni afferenti al Coc comunale come Associazione Nazionale Carabinieri e Protezione Civile, ai cancelli di tutti i plessi del territorio. Comunque ordinato il rientro in classe, sia nelle scuole elementari, dove la quasi totalità degli alunni è tornata sui banchi, sia nelle scuole materne, dove invece si sono registrate diverse defezioni, anche per la non obbligatorietà della frequenza. Regolare anche il ritorno in classe per le prime classi delle scuole medie, le uniche interessate dalla didattica in presenza per quanto concerne la scuola secondaria. Ad ogni ingresso il personale Ata ha misurato la temperatura dei bambini.

 

Scuole superiori invece ancora chiuse. “Lavoriamo con la didattica a distanza – conferma il dirigente dell’istituto Aldo Moro e del liceo Lorenzo Rocci di Passo Corese, Giovanni Luca Barbonetti -, eccezion fatta per i ragazzi con disabilità e gruppetti di studenti per l’inclusione, 20/30 in tutto, mentre dal 19 aprile saremo in presenza al 50%”. La consapevolezza, anche qui, è che la situazione a livello epidemiologico possa cambiare da un momento all’altro. “Siamo realisti – sottolinea il professor Barbonetti -, la scuola è una comunità e in una comunità, per quanto si rispettino le misure anti Covid, e a scuola si rispettano, ci si può contagiare: il rischio zero non esiste anche se il nostro è un ambiente più sicuro rispetto ad altri. Siamo pronti a ripartire, come abbiamo sempre fatto anche lavorando al 100% in presenza quando è stato possibile. In questa complicata situazione – conclude – non è mai mancato l’aiuto, in termini economici, del Governo, prima con i lavori necessari per adeguare le aule e gli spazi a disposizione affinché si potessero garantire le distanze necessarie, poi con l’arrivo dei presìdi sanitari, le mascherine per esempio”. 
Tanto per ricordarlo, in zona rossa, qual è appunto Fara in Sabina, sono tornati a scuola gli alunni dalle sezioni dell’infanzia fino alla prima media, mentre sono restati in Dad dalla seconda media in poi; in zona arancione, come adesso, le scuole saranno tutte in presenza, con quote di Dad tra il 25% e il 50% per gli alunni delle superiori.