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Rieti, ripresa post Covid. In arrivo 430 assunzioni nelle aziende

Alessandro Toniolli
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Dalla Camera di Commercio di Rieti l’indagine Excelsior sulla domanda di lavoro delle imprese. Lo scenario resta incerto a causa della congiuntura, della pandemia e dall’andamento della campagna vaccinale, ma arrivano piccoli segnali di ripresa. A conclusione del mese di marzo 2021 le imprese del nostro territorio hanno stimato un fabbisogno totale di 430 nuove assunzioni. Nel Reatino le figure più ricercate sono quelle dell’operaio specializzato, conduttore di impianti e macchine (40,9% dei contratti di lavoro previsti), mentre nel 24,9% dei casi vengono richiesti impiegati da inserire in ambito commerciale e dei servizi. Seguono i dirigenti, professioni specializzate e tecnici, per una percentuale di inserimenti pari al 17,2%, e le professioni non qualificate (16,9%).

 

Nello specifico parlando di valori assoluti dei 170 operai con qualifica, 80 sono operai specializzati e 90 conduttori di impianti e operai di macchinari fissi e mobili. A seguire 110 nel settore dei servizi, di cui 50 impiegati e 60 riferiti alle professioni qualificate nelle attività commerciali e nei servizi. A trovare lavoro come dirigenti e nelle professioni con elevata specializzazione sono stimate 70 unità, 30 nelle professioni intellettuali, scientifiche e con elevata specializzazione e 40 nelle professioni tecniche. In fine 70 persone sono quelle richieste tra le professioni non qualificate. Il maggior numero di assunzioni, 190 (44% del totale), sono ascritte al comparto della produzione di beni ed erogazione di servizi, seguono poi 80 (18% del totale) nell’area commerciale e della vendita, 70 (16% del totale) nelle aree tecniche e della progettazione e poi con numeri inferiori gli altri comparti.

 

Guardando all’istruzione richiesta, nella maggior parte dei casi, 33,4% è richiesto un titolo di studio secondario, per il 31,1% non è specificato nessun titolo di studio, 18,1 una qualifica o diploma professionale, nel 16,9% un titolo universitario, nel 0,5% dei casi una istruzione tecnica superiore (ITS). Quanto poi alle tipologie contrattuali, nel 67,5% si tratta di personale dipendente, nel 29,4% di lavoratori somministrati, utilizzati soprattutto nell’industria manifatturiera e nelle public utilities (58,4%), nello 0,2% dei casi di collaboratori e nel 2,8% di altri lavoratori non alle dipendenze. A livello nazionale i contratti di lavoro previsti, sono 59mila in più rispetto a marzo dello scorso anno ma ancora 88mila in meno rispetto a marzo del 2019, quando l’economia non era ancora stata investita dalla pandemia da Covid-19. Sensibile la riduzione della domanda di lavoro rispetto al 2019 soprattutto per i settori del terziario (-79mila) e in particolare per la filiera del turismo (-50mila entrate programmate). Soltanto costruzioni e ICT sembrano dare chiari segnali di ripresa superando il livello delle assunzioni rilevato a marzo 2020 e 2019.