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"In Comune siamo di fronte a un vero terremoto contabile"

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Paolo Giomi
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Il doppio piano di riequilibrio dal maxi debito di quasi 8 milioni approvato martedì dal consiglio comunale “costituisce un vero e proprio terremoto contabile, che mette in discussione la veridicità e la legittimità dei bilanci successivamente approvati dal Comune di Fara Sabina”. Lo scrive il consigliere del gruppo Fara Bene Comune Gabriele Picchi, che in una nota, depositata in aula durante i lavori dell'assise, mette in discussione l'intera contabilità dell'ente negli ultimi 2 anni. Contabilità che per l'ex assessore della giunta Mazzeo “deve essere quindi rivista, alla luce della ‘scoperta' di questo errore”. L'errore, ovviamente, è nella quantificazione del fondo crediti di dubbia esigibilità, “fondo che viene rideterminato - spiega ancora Picchi nella sua relazione - da 330mila euro a 5 milioni 408mila euro, con le ripercussioni ormai note provocate dal ribaltamento del risultato di amministrazione che ha generato il disavanzo di 4 milioni 610mila 465,91 euro”. Ripercorrendo i dati contabili degli ultimi anni, Picchi rivela come “l'analisi del trend delle entrate quantificate per cassa, dimostra una capacità fiscale ben al di sotto degli accertamenti di entrata che l'ente ha iscritto annualmente in bilancio, con la conseguenza di aver finanziato spese con entrate inesistenti”. In sostanza, secondo la relazione del consigliere di minoranza - che è stato assessore al bilancio del Comune di Fara Sabina dal 2006 al 2011 - nelle annualità recenti il Comune avrebbe iscritto a bilancio previsioni di entrata (i residui attivi) ben al di sopra delle reali entrate percepite. Impostando però i parametri di spesa non sulle entrate reali, ma su quelle stimate. Sarebbe questo, per la minoranza, il nodo centrale del disavanzo venuto alla luce negli ultimi giorni, che mette il secondo Comune della provincia di fronte a un “maxi-mutuo” destinato a cadere sulle tasche dei cittadini. “L'impressione - scrive ancora Picchi - è che il Comune abbia i conti allo sbando, non soltanto per i risultati negativi della gestione che con gli ultimi atti è stato palesato e che è stato per diversi anni tenuto nascosto, ma anche perché non si riesce a dare una rappresentazione univoca delle grandezze contabili”. Quesiti ai quali, durante l'ultimo consiglio comunale, non solo la parte politica, ovvero la maggioranza di governo con a capo il sindaco, ma anche quella tecnica hanno dato risposta. L'interrogativo, dunque, resta: il buco venuto fuori dal riaccertamento straordinario dei residui mette in discussione la validità dei bilanci 2014, 2015 e 2016 oppure no?