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Rieti Covid, partono cure con anticorpi monoclonali. Prima dose a una donna di 51 anni

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Partono le cure con gli anticorpi monoclonali a Rieti. È stata avviata questa mattina, presso il centro di somministrazione monoclonali Covid-19 istituito nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale de’ Lellis di Rieti, diretto dal dottor Mauro Marchili, la somministrazione dell’anticorpo monoclonale per i soggetti che risultano positivi al virus e che ancora non hanno manifestato sintomi gravi della malattia.

 


 
 

La prima somministrazione è avvenuta su una paziente vulnerabile di 51 anni, residente a Rieti. La paziente ha reagito positivamente alla somministrazione. Per accedere al Centro di somministrazione Monoclonali -fanno sapere dalla Asl - è necessaria la prescrizione del medico di famiglia o del pediatra, di quella delle Uscad o del Medico di Pronto Soccorso, attraverso un numero di telefono dedicato ai medici, messo a disposizione dalla Asl di Rieti e dell’invio di una email con la scheda di richiesta di somministrazione della terapia.  “Il trattamento – spiega il dottor Mauro Marchili – come per la nostra prima paziente, deve avvenire secondo le indicazioni dell’Aifa, preferibilmente entro le 72 ore e comunque non oltre 10 giorni dalla comparsa dei sintomi della malattia”. 

 

 

“La Asl di Rieti - dichiara il direttore generale Marinella D’Innocenzoè uno delle prime aziende sanitarie ad aver attivato questo servizio. L’apertura del centro di somministrazione monoclonali covid19 di Rieti si integra e implementa gli altri servizi e attività predisposti durante la pandemia: i posti letto Covid in ospedale che, con l’apertura della seconda Terapia Intensiva, possono raggiungere un’estensione massima di 97 unità, l’attivazione di una Centrale operativa per la gestione dei casi, sia per il tracciamento che per il monitoraggio degli isolati a domicilio, sia per la gestione clinico-assistenziale dei pazienti sintomatici al domicilio, l’avvio della Campagna vaccinale anticovid-19, che ad ora ha raggiunto le 26.243 dosi somministrate, l’attivazione delle equipe itineranti gestiste dal Servizio di Assistenza Proattiva Infermieristica che ad oggi ha vaccinato 1.500 persone non autosufficienti al proprio domicilio”.