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Amatrice, i funerali del sindaco Antonio Fontanella. La figlia: "Realizzeremo il suo sogno: la ricostruzione" | Video

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Amatrice saluta il suo sindaco. Alle 14,30 di sabato 27 marzo  si sono svolti i funerali di Antonio Fontanella il primo cittadino che è morto giovedì al Policlinico Gemelli di Roma dove era ricoverato dalla scorsa settimana a seguito di un'ischemia che lo ha colpito mentre era in casa. Aveva 70 anni e aveva deciso di tornare alla guida del Comune per impegnarsi nei programmi per la ricostruzione dopo il terremoto del 2016. I funerali  in forma privata viste le misure anti Covid in atto che impediscono assembramenti. La funzione, celebrata dal vescovo di Rieti monsignor Domenico Pompili, è  stata trasmessa in streaming sul profilo Facebook del Comune di Amatrice.

 

Esequie Sindaco Dott. Antonio Fontanella

27-03-2021

Pubblicato da Comune di Amatrice su Sabato 27 marzo 2021

 

Toccanti le parole del vescovo durante l'omelia: “Tonino - come affettuosamente veniva chiamato - si è offerto per questa terra, fino all’estremo sacrificio. Nessuno può negare, infatti, che il tarlo quotidiano, l’impegno costante, la passione divorante della sua vita è stata Amatrice e la sua rinascita. Non a caso, il male l’ha colpito proprio quando stava per avviare il processo di ricostruzione del centro storico e che lunedì prossimo - alla presenza del Commissario Legnini oggi assente per impegni inderogabili - sarà finalmente varato.Un’altra cosa va detta e, cioè, che l’unità del popolo richiede sempre un prezzo da pagare. Qui non si tratta di fare di ‘Maciste’, un ‘supereroe’. La sua intelligenza libera e la sua ironia sorniona non lo consentirebbero. L’eroismo qui è di chi attende senza disperare, di  chi si impegna senza aspettare tutto dall’alto, di chi continua a vivere e non soltanto a lasciarsi vivere. Ma certo il Sindaco è stato la calamita che ha accompagnato questo processo di resistenza e lo ha orientato con vigore"

"C’è un’ultima cosa - ha aggiunto il vescovo - alla fine chi guida un popolo non è mai l’uno o l’altro, una fazione contro l’altra, ma soltanto un bene più alto, il “bene comune”. Non dimentichiamolo nel prossimo futuro per non incappare nella celebre invettiva di Dante che fece l’Italia ben prima della sua unità politica: “Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchiere in gran tempesta”. Il “nocchiero” di Amatrice può essere soltanto una comunità coesa e non divisa, una visione comune e non una guerra tra poveri. Come l’aveva sempre immaginata nei suoi plastici il papà di Antonio, Costantino. La visione artistica del papà, trasfusa nel cuore del figlio, torni ad ispirare i nostri passi e ad illuminare i nostri cuori!"

 

Poi ha parlato la figlia"Era una persona fantastica. I suoi occhi ridevano, rassicuravano, incoraggiavano. Nei suoi occhi c'era tutto. Per me un mondo senza Tonino non è un mondo. Per me era un eroe. Era legato a questa terra e alle sue montagne che non ha mai voluto lasciare. E' stato un grande sindaco, un grande uomo e un grande padre. Ci offriva tutto se stesso". "Tonino  - ha continuato - era sempre positivo ed entusiasta che diventano progetti e poi realtà. Davanti i problemi cercava sempre la soluzione. Grazie a lui e a tutte le persone che hanno collaborato la ricostruzione è una realtà in corso. Oggi il mio desiderio è realizzare il suo sogno: ricostruire Amatrice più bella e funzionale di prima. Forse Maciste avrebbe potuta farcela da solo ma di Maciste ce n'era uno solo". Poi ha parlato il vice sindaco Bufacchi: "Per lui ricostruiremo Amatrice meglio di prima. Lo dobbiamo a lui".

 

 

Il legame che Antonio Fontanella ha avuto con questo territorio è testimoniato, soprattutto in queste ore, dalla volontà espressa dalla famiglia di devolvere alla sua Amatrice, al posto dei fiori, le donazioni che potranno essere effettuate tramite bonifico con causale: “Adotta un'Opera CODICE 037 Complesso di San Francesco” Comune di Amatrice  IT 37 O 08327 73470 000000005400.