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Rieti, banche: in due anni chiuse 12 filiali

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In fumo soldi dei piccoli investitori

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Rieti, negli ultimi due anni hanno chiuso 12 filiali di varie banche. “Il processo di desertificazione dei territori che priva sportelli bancari non solo ai cittadini ma a tutto il sistema produttivo di questo territori lasciandolo alla mercè di potenziali sistemi illegali del credito”. A sottolinearlo sono Uil e Uilca a proposito della notizia che vedrebbe entro giugno la chiusura di quattro filiali di Banca Intesa San Paolo.

 

Una notizia che a detta dei sindacati stride fortemente con la realtà fotografata da Banca d’Italia che nel periodo 2018-2020 ha visto aumentare i depositi in provincia del 13,48 per cento a conferma di una decisa propensione al risparmio dei reatini mentre i prestiti hanno egnato comunque un + 0,96 per cento. Dati che appunto non giustificano la desertificazione bancaria in atto ormai da qualche anno nel Reatino. Infatti, secondo una analisi elaborata dalla Uil e dalla Uilca Intesa San Paolo, “all fine del 2018 su 73 Comuni della provincia, solo 29 avevano uno sportello, l’ano successivo erano scesi a 23 con le chiusure di Banca Intesa a Cottanello, Scandriglia, Petrella Salto. A queste si sono aggiunte poi quelle di Ubi Banca a Montopoli di Sabina e Montebuono” fanno sapere dal sindacato. A livello più in generale a fine 2018 in provincia di Rieti erano presenti 65 sportelli bancari che occupavano 358 dipendenti.

 

A distanza di due anni, gli sportelli in attività sono scesi a 54 (-16,92%) con 335 dipendenti (-6,42%). Intanto in attesa dell’incontro dei sindaci con i vertici locali di Banca Intesa, l’Associazione Commercianti di Cittaducale e la Rete d’Impresa Torre Angioina vogliono avviare una petizione contro la chiusura e chiedono il coinvolgimento nel confronto con la Banca. “Ritiene irrispettoso l’atteggiamento nei confronti di uno dei comuni demograficamente ed economicamente più importanti della provincia e della Valle del Velino”. Anche il consigliere comunale di Cittaducale, Matteo Monaco sottolinea come “la chiusura della filiale, unica nel paese e storicamente legata alla nascita ed allo sviluppo del Nucleo Industriale, comporterebbe gravi disagi ai singoli cittadini, oltre che alle aziende del territorio e a quanti gravitano, a diverso titolo, intorno alla Scuola Forestale Carabinieri. La chiusura, inoltre, si va a collocare in un momento particolarmente delicato per le Imprese del settore edilizio, per i privati e per i professionisti, potenziali fruitori del Superbonus 110%. Per questo - conclude Monaco - seppur nel rispetto delle strategie aziendali, è auspicabile un ripensamento da parte del Gruppo Intesa”.