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Amazon, la vertenza finisce sul tavolo del ministro

Paolo Giomi
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Il primo vero risultato dello sciopero indetto lunedì dal personale impiegato nei centri Amazon di tutta Italia arriva nella tarda mattinata di ieri, 23 marzo, quando le agenzie riferiscono dell’interessamento diretto del Ministro del Lavoro Andrea Orlando, che sulla vicenda vuole aprire un tavolo istituzionale tra le rappresentanze sindacali, in prima linea durante lo sciopero, e quelle dell’azienda e delle associazioni datoriali dei settori interessati, prima fra tutte Assoespressi.  “E’ volontà del Ministro Orlando quella di convocare le parti, per invitare tutti a riprendere il confronto – si legge -. Il ministro ritiene che il settore sia importante per il nostro Paese, e il suo sviluppo deve avvenire nel rispetto dei lavoratori e nella correttezza delle relazioni industriali”.

Poco prima dell’annuncio, l’amministratore delegato di Amazon Italia Logistica, Salvatore Schembri Volpe, aveva ribadito come l’azienda abbia in cima alla lista delle priorità la tutela e la salvaguardia del proprio personale dipendente: “Amazon e i fornitori terzi di servizi di consegne offrono già salari competitivi, benefit e ottime opportunità di crescita professionale – ha detto il manager - il tutto all’interno di un ambiente di lavoro sicuro, moderno e inclusivo, come si può riscontrare parlando con numerosi dipendenti. Sia i nostri dipendenti sia i corrieri assunti dai nostri fornitori di servizi di consegna sono assunti tramite il contratto nazionale Trasporti e Logistica, e per quanto concerne i nostri dipendenti il livello di ingresso è superiore a quello previsto dal contratto, e normalmente applicato nel settore logistico".

 

"Inoltre, percepiscono salari competitivi: il salario d’ingresso dei nostri dipendenti a tempo pieno è pari a euro 1.550 lordi al mese, mentre quello dei corrieri, sempre a tempo pieno, è di 1.644 euro lordi al mese oltre a 300 euro netti mensili di indennità giornaliera. Rispettiamo il diritto dei lavoratori di manifestare il loro punto di vista – prosegue Schembri Volpe - in Amazon crediamo fortemente nel valore del confronto con i nostri dipendenti. Il loro coinvolgimento diretto è una parte integrante della nostra cultura aziendale e funziona. Riguardo all’incontro svoltosi con Assoespressi – chiude il manager di Amazon - ci teniamo a sottolineare che per le consegne ai clienti, Amazon Logistics si avvale di fornitori terzi. Perciò riteniamo che i corretti interlocutori siano i fornitori di servizi di consegna, nonché le associazioni di categoria che li rappresentano”.