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Rieti Covid, la disperazione degli artigiani: "I ristori non copriranno le perdite"

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"L’attenzione verso le esigenze delle piccole imprese resta ai margini. Non solo, ma l’intensità dei contributi è scarsa e la rapidità dell’erogazione ancora da definire”. Anche Confartigianato Imprese Rieti – dopo Federalberghi, Cna e Confcommercio nei giorni scorsi - boccia senza appello il decreto Sostegni emanato dal Governo. “Va incrementata la quantità di risorse da destinare agli imprenditori – dice il presidente Franco Lodovici –, in particolare per i settori più colpiti, dalla moda al legno-arredo, dal turismo alla filiera dell’alimentazione, dai bar e pasticcerie alla ristorazione. Le risorse stanziate, anche a fronte delle nuove misure restrittive anti Covid, non sono sufficienti a indennizzare in maniera adeguata le imprese per le ingenti perdite subite. Confidiamo che con il prossimo scostamento di bilancio annunciato dal premier Draghi, si possano soddisfare le aspettative delle aziende”.

 

Oltre al fatto che molti soggetti economici sono rimasti fuori dagli aiuti, non avendo subìto perdite di fatturato superiori al 30%, i contributi, ha calcolato Confartigianato, arrivano al massimo al 4% della perdita di fatturato del 2020 rispetto al 2019. Senza contare, sottolinea Lodovici, “che le modalità per accedere al sostegno sono assolutamente inique”. “Dal Governo ci si aspettava sicuramente di più – aggiunge -: indennizzo immediato e automatico per le imprese chiuse per decreto, valutazione dei costi fissi da portare in detrazione come credito d’imposta, nuovi criteri di valutazione per delimitare le zone rosse”. Per Cinzia Francia, presidente di Confartigianato Servizi Rieti, che esprime un giudizio unanime a quello di Lodovici, c’è pure la questione dello “pseudo-condono fiscale per lo stralcio delle cartelle fino a 5 mila euro per gli anni 2000/2010 (già inesigibili e in prescrizione), fatto passare politicamente come un sostegno ai cittadini, quando in realtà è una presa in giro”. 
Anche Confcommercio, attraverso il presidente Leonardo Tosti, torna sul tema dei sostegni alle imprese, giudicati “indegni”. 
“Si vergognavano di dire semplicemente che le aziende avrebbero percepito dal 3,5% al 4% di ristori sulle perdite di fatturato e hanno inventato arzigogoli basati su differenze riferite, alla fine, a un dodicesimo del fatturato annuale; di fatto un ristoro insignificante”. 
E senza, di contro, che il medesimo decreto faccia riferimento ai colossi dell’e-commerce
“Le nostre pmi – tuona Tosti -, patrimonio economico di questo Paese, hanno una tassazione sui profitti, calcolata dalla Cgia di Mestre al 4 gennaio dell’anno scorso, pari al 59%, mentre il contributo delle società del web alle casse dello Stato è circa il 2,7% dei ricavi, come riportato da QuiFinanza. Mi chiedo come sia possibile che a livello politico e sindacale nessuno alzi la voce per denunciare un sistema tanto iniquo, sbilanciato a favore dell’e-commerce e contro piccole e medie imprese gravemente fiaccate dalla crisi dovuta al Covid che, al contrario, ha fatto aumentare a dismisura i profitti delle società web sempre a svantaggio delle nostre pmi; si inizi a far pagare loro le tasse, proprio come a noi”.