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Rieti, nuovi poveri. La mensa di Santa Chiara chiede aiuto alla città

Paola Corradini
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La prima richiesta d'aiuto era arrivata lo scorso novembre, quando la responsabile della mensa di Santa Chiara Stefania Marinetti lanciò l'appello alla città: “Aiutateci ad aiutare”. Un numero di accessi mai avuto prima da parte di cittadini fragili e bisognosi. La risposta fu al di là delle aspettative con 12 quintali di alimenti raccolti dal Lions Club Rieti Host, il centro antiviolenza Angelita e l’associazione Colora l’arcobaleno cui si aggiunsero le donazioni di singoli cittadini. Dopo cinque mesi l'emergenza sociale si intreccia sempre più a quella sanitaria e la Mensa ha bisogno d'aiuto.

 

 

Oltre cento pasti al giorni serviti e i volontari che si alternano nella grande cucina per accontentare le richieste che arrivano anche da parte di molte famiglie reatine piegate dalla crisi. A lanciare l’appello alla città è la Fondazione Varrone. “L’effetto Covid si fa sentire pesantemente anche a Rieti – spiega il presidente Antonio D’Onofrio – con decine di persone in fila tutti i pomeriggi alla Mensa cui si aggiunge chi riceve aiuti a casa. Per le necessità della Mensa la Fondazione c’è sempre stata e ci sarà, ma nel giro di un anno abbiamo sestuplicato i nostri aiuti ed è evidente che di fronte a una pressione sociale come quella che i volontari fronteggiano ogni giorno, serve l’impegno di tutti, ciascuno per le sue possibilità”. Ed ecco l'invito alla città. “Dopo le donazioni record di Natale siamo di nuovo a terra. Diamo tutto ciò che abbiamo, ma i soldi e il cibo finiscono, le necessità dei tanti che seguiamo purtroppo no – dice Stefania Marinetti abbiamo sempre vissuto della generosità dei reatini, ma è un momento difficile e nonostante ciò continuiamo a ricevere donazioni in denaro sul conto della Mensa e consegna di alimenti; questo ci consente di andare avanti. Con i numeri attuali senza il sostegno della Fondazione Varrone non ce la faremmo per questo è importante anche un contributo dei cittadini e dei commercianti che, nonostante la crisi, ci danno l'invenduto per non sprecarlo”.

 

 

E' un anno ormai che la Fondazione Varrone eroga fondi per l'emergenza che permettono ai volontari della Mensa di fornire non solo cibo, ma anche farmaci, vestiario e un contributo per il pagamento delle utenze. Ma il momento è difficile. Da qui l'appello del presidente D'Onofrio e della Marinetti alla città intera perché continui ad essere vicina a chi ogni giorno si ritrova una dispensa vuota, una casa fredda e dei figli piccoli da far mangiare, a chi vive da solo perché anziano con la paura di non farcela e una dignità da mantenere. Una città unita si vede anche da gesti verso chi ha di meno o non ha nulla. Sempre un essere umano è. Di questi tempi sarebbe bene non dimenticarlo.