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Amatrice, il sindaco Antonio Fontanella in terapia intensiva dopo il malore. Le sue condizioni stazionarie

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Il sindaco di Amatrice Antonio Fontanella è ricoverato in terapia intensiva dopo il malore che lo ha colpito nella mattinata di sabato 20 marzo. A dare l'aggiornamento sulle condizioni del primo cittadino del comune simbolo della distruzione del terremoto del 2016 sono stati i colleghi dell'amministrazione comunale con una nota diramata intorno alle 11.30 del 21 marzo: "Come comunicato tramite una nota, nella giornata di ieri il nostro amico e Sindaco di Amatrice Fontanella, è stato colpito da un malore che si è rivelato poi essere un’ischemia. Le sue attuali condizioni sono stazionarie ed è sottoposto a terapia intensiva. Come tutti voi immaginano la nostra attuale priorità riguarda la sua salute ed attendiamo, con grande emotività, il trascorrere delle ore che ci poteranno alla definizione del quadro clinico".

 

"L’Amministrazione - si legge ancora nella nota - in questo momento sente il dovere di essere vicina a lui e alla sua famiglia, consapevole che il suo entusiasmo, la sua volontà di rendere giustizia a questo territorio è per lui una missione anche sopra le forze. Tutto il nostro impegno, in questo momento, è rivolto a rendere la sua enorme volontà un risultato e siamo convinti che lui si aspetti solo questo, continuare il suo lavoro. Con grande emozione tutti insieme rinnoviamo la nostra totale fiducia e gli auguri a Tonino (Maciste), perché vinca questa battaglia e torni con noi, tra noi per continuare a realizzare il suo sogno: rivedere Amatrice ricostruita per tutti".

 

Il sindaco è stato trovato privo di sensi all'interno della sua abitazione nella mattinata di sabato. Era atteso per una riunione di giunta che avrebbe dovuto approvare alcuni atti legati al piano di ricostruzione. Insospettiti dal suo ritardo i colleghi assessori hanno avvertito la famiglia e poco dopo Fontanella è stato trovato in casa privo di sensi. E' stato trasportato d'urgenza in elicottero al Policlinico Gemelli di Roma.