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Terremoto, scandalo false residenze. Il sindaco di Amatrice: "Giusto accertare gli abusi"

Luca Feliziani
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“Dimora continuativa” altro non significa che essere domiciliati per gran parte dell’anno in un determinato posto. Questo era uno dei requisiti su cui avrebbero dovuto poggiare le richieste per contributi Cas o alloggi Sae presentati ai Comune nei giorni drammatici e caotici del post terremoto. Alla luce dell’indagine della Guardia di Finanza di Rieti quel requisito nelle domande presentate al Comune di competenza dietro autocertificazione, spesso mancava. Il lavoro congiunto di Fiamme Gialle e Procura della Repubblica ha portato alla denuncia di 133 persone per il reato di truffa aggravata. I sindaci di allora e di oggi di Amatrice e Accumoli provano a fare chiarezza.

 


“Siamo consapevoli dall’ottimo lavoro svolto in questi mesi dalla Guardia di Finanza di Rieti, teso accertare abusi nella fruizione dei provvedimenti adottati, nel post terremoto, dalla Protezione Civile in favore della popolazione, come il Cas e l’assegnazione delle Sae - dice l’attuale sindaco di Amatrice Antonio Fontanella -. Dal nostro canto, in virtù dei cambiamenti regolamentari intervenuti in seguito all’Odpc 614 del 25 Novembre 2019, il Comune si è attivato per i necessari atti finalizzati a verificare la persistenza dei requisiti per il mantenimento dei benefici concessi in precedenza. Nei casi in cui si è accertata tale decadenza si è provveduto, tramite apposito regolamento comunale, a rateizzare gli importi da restituire, spesso, in quest’ultimo caso percepiti in totale buonafede”.  Ma a poche ore dal sisma, il clima era un po’ diverso. Confusione, disperazione hanno contraddistinto quei giorni e certo non hanno aiutato nessuno: né cittadini, né amministratori. “L’inizio è stato molto complicato - ricorda il sindaco di allora Sergio Pirozzi -, ricordo che riuscimmo ad aprire Radio Amatrice pochi giorni dopo la scossa devastante di fine agosto per dare un aiuto a tutti i cittadini. Era una radio di servizio e in quell’occasione spiegai come procedere per la presentazione delle domande per Cas e alloggi Sae. E’ stata una operazione di trasparenza e mi ricordo che poi molti cittadini si resero conto di aver sbagliato e restituirono tutti i soldi. Tanti probabilmente sono andati avanti anche in buonafede. In un secondo momento gli uffici comunali valutarono le situazioni sub iudice e poi i fascicoli vennero consegnati alla Guardia di Finanza. Se i cittadini hanno sbagliato lo dirà la magistratura, non si può dire comunque che non ci sia stata trasparenza e informazione da parte dell’amministrazione comunale”.

 

L’altro comune interessato all’operazione della Finanza è stato quello di Accumoli. Credo che il lavoro della Finanza sia importante per fare chiarezza - ha detto il sindaco Francia D’Angeli -. Se c’è qualcuno che ha agito non rispettando le leggi lo stabilirà il tribunale. In quei momenti post sisma la situazione era drammatica, il cittadino presentava in Comune le domande sulla base di un’autocertificazione e se qualcuno ha sbagliato lo vedremo presto”.