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Rieti, rubinetti ancora a secco a Magliano Sabina. Aps: "Si è rotta una pompa, in serata si torna alla normalità"

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Ancora una giornata da dimenticare a Magliano Sabina con il centro storico e un discreta parte del territorio che è stata per diverse ore con i rubinetti a secco. Il tutto dopo aver passato tre giorni consecutivi, di fatto, senza un filo d'acqua per dei lavori di manutenzione che Aps aveva programmato da tempo. Questa volta il disservizio - stando  quanto riferisce Aps in una nota inviata intorno alle 17 del 18 marzo - è stata la rottura di una delle pompe al servizio della rete"Nella mattinata di giovedì 18 marzo, si è verificata la rottura di una pompa che ha determinato dei problemi al flusso idrico di alcune utenze nel centro storico di Magliano Sabina. Il gestore del Servizio Idrico, Acqua Pubblica Sabina, attraverso i propri tecnici, è prontamente intervenuto avviando lavori per la riparazione del danno e contestualmente effettuando delle manovre sugli impianti per tentare di garantire comunque il flusso idrico alla zona interessata", dicono dalla società che gestisce il servizio idrico in provincia di Rieti. L'Aps specifica che "le difficoltà odierne non hanno nulla a che vedere con l’intervento condotto da Aps nei giorni scorsi, sempre a Magliano Sabina". Dunque il gestore dà di nuovo una stima dei tempi per un ritorno dell'acqua in tutti i rubinetti: "Si stima che il flusso idrico nel centro storico possa tornare alla normalità entro la serata odierna".

 

Il problema era di nuovo scoppiato nella mattinata quando diversi cittadini si sono ritrovati i rubinetti a secco nonostante le rassicurazioni del gestore che nella giornata di martedì 17 marzo aveva diffuso con un comunicato che diceva, in sostanza, che tutto era stato risolto. In realtà la chiusura dell'acqua per dei lavori di manutenzione, prevista inizialmente per una parte della giornata del 15 marzo, è andata avanti per due giorni interi ed ha spiazzato molti cittadini specie quelli che abitano nelle zone più alte del centro storico e quelli che hanno le utenze più lontane dai vari snodi di distribuzione sparsi nel territorio. Un problema che a Magliano c'è da anni e che molti cittadini hanno risolto con dei serbatoi privati. Ma la lunga chiusura ha causato lo svuotamento delle riserve e quando è stata riaperta l'acqua si è scoperto che non aveva pressione sufficiente. Per tutta la mattina allora i centralini di Aps sono stati nuovamente raggiunti da numerose telefonate provenienti da Magliano. Subito dopo c'è stato quello che Aps definisce un "pronto intervento". I disservizi tuttavia sono iniziati a risolversi solo dopo pranzo. La situazione poi è in miglioramento durante il pomeriggio.

 

Il caso Magliano tuttavia negli ultimi giorni ha tenuto banco con il sindaco Giulio Falcetta che martedì,  con un paese intero senz'acqua in piena pandemia, è sbottato bollando come "poco professionale" il gestore del servizio idrico. L'azienda per tutta risposta mercoledì 17 marzo ha ribattuto sottolineando il fatto che ha ereditato degli "impianti vetusti" e che Magliano è uno dei comuni dove è costretta a intervenire di più. Anche qui però andrebbe specificato che quello maglianese è uno degli acquedotti più estesi della provincia, anche più di quello che Fara, e che la maggior parte dell'acqua arriva dalla sorgente Barco di Fabrica di Roma, un comune della provincia di Viterbo che Aps nel suo comunicato definisce, limitrofo, ma che in realtà sta a circa 20 chilometri da Magliano. Aps ha comunque garantito investimenti per 3 milioni su Magliano Sabina. Nel pacchetto c'è anche l'allaccio all'acquedotto del Peschiera tramite il Consorzio Media Sabina.