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Rieti, minaccia di morte i genitori ad Antrodoco. Denunciato per maltrattamenti in famiglia

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Ha aggredito e minacciato di morte i suoi genitori. Ma l'incubo della coppia di Antrodoco è terminato grazie all'intervento dei carabinieri nei giorni scorsi. Il protagonista dell'aggressione è il figlio, già conosciuto dalle forze dell'ordine, che nella notte tra il 15 e 16 marzo ha creato il caso all'interno dell'abitazione di famiglia per un litigio legato a futili motivi. Secondo la ricostruzione dei carabinieri che sono dovuti intervenire nell'abitazione dopo la segnalazione di urla il giovane avrebbe aggredito i genitori arrivando a minacciarli di morte. Accecato dall'ira ha danneggiato la porta d'ingresso dell'abitazione e le finestre dell'appartamento di famiglia. Uscito in strada si è accanito sull'automobile di una vicina di casa danneggiandola. L'auto era parcheggiata proprio sotto l'abitazione. I genitori alla fine hanno deciso di denunciarlo. Sono state raccolte le loro testimonianze dai militari della stazione di Antrodoco che, alla fine degli accertamenti, hanno denunciato a piede libero il giovane per le ipotesi di reato di maltrattamenti in famiglia, danneggiamento e disturbo del riposo delle persone.

 

I carabinieri della stazione di Leonessa, inoltre, hanno denunciato in stato di libertà, per il reato di maltrattamenti in famiglia, un rumeno di 37 anni.  L’uomo, legato sentimentalmente a una connazionale, dopo aver posto in essere, nel tempo, ripetute aggressioni fisiche e verbali nei confronti della giovane compagna, mai denunciate in precedenza, nella serata di ieri, ha nuovamente minacciato la ragazza, che ha finalmente trovato il coraggio di denunciare e si è rivolta ai Carabinieri di Leonessa, ponendo, così, fine a una relazione insostenibile.

 

Insomma due casi di violenza generati tra le mura domestiche. In entrambe le vicende si è rivelato fondamentale il coraggio delle vittime di denunciare quanto stavano subendo. Infatti spesso queste violenze si consumano nel silenzio e all'interno della mura domestiche e le forze dell'ordine non possono intervenire per tutelare le vittime.