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Rieti, 7.402 donne hanno perso il lavoro in un anno

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Monica Puliti
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Rieti, nell’anno del Covid-19, il 2020, anche nel Reatino come, mediamente, nel resto del Paese, a perdere il posto di lavoro sono state più donne che uomini. A fronte, infatti, di un numero praticamente uguale di assunzioni – 8.182 donne e 8.189 uomini, per un totale di 16.372 unità -, diversa è stata la situazione per quel che riguarda le cessazioni, 7.402 delle quali hanno riguardato donne, pari al 51%, e 7.137 uomini, pari al 49%, con una differenza di 265 unità a favore di questi ultimi. 

 

Il saldo tra assunzioni e cessazioni è di 1.832 e a questo dato positivo hanno contribuito più gli uomini (+1052) che le donne (+780). Diversa la situazione del Lazio dove sono state assunte meno donne (585.105), pari al 46%, e più uomini (681.026), pari al 54%, per un totale di 1.266.131. E meno cessazioni per le donne (572.696), pari al 46%, a fronte delle 672.032 degli uomini, pari al 54%. Tuttavia anche nel Lazio il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo, 21.403, e a questo risultato hanno dato un maggior contributo le donne (+12.409) rispetto agli uomini (+8.994).  “I numeri sull’andamento del mercato del lavoro a Rieti e nel Lazio nel 2020 – commenta la direttrice della Cna Rieti, Enza Bufacchi - sono in controtendenza con il dato nazionale perché in entrambi i casi il saldo tra assunzioni e cessazioni è positivo. In questo panorama, frutto anche del blocco dei licenziamenti, a Rieti la differenza tra uomini e donne è poco rilevante, anche se le cessazioni delle lavoratrici sono stata maggiori rispetto a quelle dei loro colleghi uomini. Diversa la situazione nel Lazio – aggiunge – dove meno donne sono state assunte ma anche meno donne sono state licenziate. Questi dati, al pari di quelli sull’imprenditoria (tutti forniti dalla Cna, ndr), registrano una situazione in divenire e solo alla fine di questo periodo avremo una fotografia non più sfocata ma dettagliata”. 

 


Solo pochi giorni fa la notizia riportata dalle agenzie di stampa secondo cui, in Italia, il calo dell’occupazione femminile durante l’emergenza Covid è stato il doppio rispetto alla media Ue con 402 mila posti di lavoro persi tra aprile e settembre 2020. Ciò sulla base dei dati forniti dai consulenti dal lavoro: infatti, a fronte di un calo del 4,1% delle addette tra i 15 e i 64 anni (-402 mila posti) nel nostro Paese, in Europa il numero nella stessa fascia d’età è sceso del 2,1%.