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Rieti, Lazio verso la zona rossa. Bar e Ristoranti in ginocchio: "Ci hanno tolto tutto"

Paola Corradini
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Oggi, 12 marzo, sapremo se il Lazio e quindi Rieti da lunedì passeranno dall’attuale giallo all’arancione. O peggio al rosso. Il rischio c’è ed è molto alto come i numeri della pandemia che continuano a salire anche a Rieti. L’ufficialità arriverà nella giornata di oggi ma già ieri l’assessore regionale alla Sanità Alessio D’Amato ha ipotizzato questo finale. “Il valore Rt è a 1.3 la zona rossa è possibile per il superamento del valore 1.25, anche se l’incidenza è sotto soglia e anche i tassi di occupazione dei posti letto sono entro la soglia di allerta”. I nuovi dati del monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di sanità, che verranno comunicati oggi al Governo, rendono sempre più reale l’ipotesi, già ventilata da giorni, che il Lazio cambi colore, bypassando l’arancione.

Nell’ultima settimana la provincia che ha registrato il maggiore incremento è stata proprio quella di Rieti, con +133% . A Rieti si viaggia a circa trenta positivi in più al giorno con il totale che si riavvicina a quota 800 quando, circa un mese fa si era scesi a 528. È evidente che in tre settimane i contagi sono raddoppiati e la situazione è di nuovo molto difficile. Quasi tutti i sistemi sanitari regionali sono in sofferenza. Le nuove misure per il contrasto al contagio da Covid saranno decise oggi ma è già chiaro e deciso che a Pasqua, dal 3 al 7 aprile, tutto il Paese entrerà in quello che può definirsi un lockdown come quello di Natale. Il passaggio potrebbe essere, prima di Pasqua, a zone rosse nei festivi e prefestivi. Ristoranti chiusi a pranzo e a cena, come pure bar, locali e pub. E' difficile che le decisioni adottate in Consiglio dei ministri oggi si applichino già da questo weekend, ma cambia poco. La cosa certa è che le misure non verranno adottate attraverso un nuovo Dpcm ma con un provvedimento di legge, che potrebbe essere un decreto legge da approvare in tempi brevi con la proroga del divieto di spostamento tra regioni, ad oggi in vigore fino al 27 marzo.

 

Il Cts suggerisce il rafforzamento delle restrizioni nelle zone gialle, perché vanno ridotti i contatti tra persone per evitare il diffondersi del contagio. E i gestori dei locali e ristoratori guardano a questa nuova stretta come un ulteriore colpo ad un settore che da un anno a questa parte, tolta la parentesi di luglio e agosto, soffre una crisi gravissima. “Ad un anno dal primo lookdown – dice Armando Balzerani del locale sul lungo Velino 'No better place' – abbiamo accumulato 244 giorni di chiusura. Ad un anno dal primo lookdown stiamo peggio di allora. Ad un anno dal primo lookdown, è ufficiale, non ce la facciamo più”. Anche Carlo Stocco titolare e chef di Colle Aluffi dice: “siamo stanchi, davvero, ci hanno tolto tutto, compresa la dignità. Devono sentire la nostra voce. E’giusto mantenere alta l'attenzione e rispettare le regole, ma così non ce la facciamo più”. Ed è così un po’ ovunque e l’umore non migliora con la notizia che a Pasqua si dovrà di nuovo tenere chiusi ristoranti e locali.