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Uil-Fpl: "Senza interinali la sanità si ferma: urgente un tavolo regionale"

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Monica Puliti
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Torna alla ribalta la questione del personale interinale impiegato nell'Azienda sanitaria locale. Non più di una settimana fa, il sindacato del comparto Uil aveva acceso i riflettori sul problema delle 250 unità presenti da ormai dieci anni nelle strutture sanitarie del territorio, un intervento rimasto però senza risposta. La Uil-Fpl, fedele al detto repetita iuvant, torna alla carica, stavolta in accordo con la segreteria regionale del sindacato, per denunciare “il disinteresse nell'affrontare il nodo cruciale della nostra sanità in merito alla situazione del personale interinale”. “Vale la pena ricordare - dicono dalla segreteria - che le oltre 250 unità, presenti da ormai 10 anni, consentono l'erogazione dei servizi sanitari in tutte le strutture e permettono il necessario supporto tecnico e amministrativo nei vari uffici dell'Azienda. Deve essere chiaro che senza queste persone, non numeri, l'Azienda sanitaria di Rieti dovrebbe chiudere, senza alternative possibili. E' quindi urgente un tavolo regionale per la sanità reatina, come chiesto con insistenza insieme alle altre organizzazioni sindacali, prima della prossima scadenza dei rinnovi contrattuali al personale interinale”. Si può partire dalla recente legge regionale del 2 maggio 2017 che prevede la stabilizzazione attraverso percorsi selettivi riservati. Infatti, l'utilizzo continuativo di personale somministrato dalle agenzie interinali da oltre 10 anni non può essere considerato una necessità temporanea per picchi di attività o per la copertura delle ferie estive, è chiaro che è stata una esigenza organizzativa per sopperire alla carenza di organico dovuta ai molti anni di blocco del turn-over, una esigenza di professionisti non eliminabili neanche con la più feroce delle razionalizzazioni. Ma non è solo questo. A dicembre prossimo infatti, ricordano sempre dalla Uil-Fpl, andranno in pensione altri 60 lavoratori e il sindacato, giustamente preoccupato, si domanda come la Regione intenda sostituirli e come pensi di avviare una moderna organizzazione sanitaria con un'età media del personale dipendente di 55 anni e con tutte le limitazioni che il tempo lascia in lavori usuranti come quelli dei turnisti. “Come Uil ci faremo carico di scelte coraggiose, ma possiamo affrontarle solo con un piano strategico condiviso e una Regione che non si nasconde o non scappa davanti alle legittime richieste di chi per molto tempo ha consentito e consente il funzionamento delle attività della nostra Asl”, concludono.