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Rieti, impianto a biometano a Vazia. Bocciato il ricorso al Tar della Enersì contro la revoca della concessione dell'area

Luca Feliziani
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Con la sentenza pubblicata il 19 febbraio scorso, il Tar del Lazio ha probabilmente messo la parola fine alla lunga vicenda relativa all’impianto di smaltimento dei rifiuti a biometano che sarebbe dovuto sorgere in un’area del consorzio industriale di Rieti, ricadente nella frazione di Vazia. La prima sezione presieduta da Alessandro Tomassetti ha infatti ritenuto infondate le motivazioni della Enersì ed ha respinto il ricorso, ritenendo corretto il procedimento del consorzio industriale che ha portato al “provvedimento 31/20 del 24.2.2020 con cui ha revocato a titolo definitivo l’assegnazione delle aree consortili per mancata sottoscrizione della proposta irrevocabile di acquisto”, arrivata solo qualche giorno prima delle valutazioni di merito da parte dell’ufficio Via della Regione Lazio.

 

La vicenda dell’impianto a biometano a Vazia inizia nella primavera del 2015 con la manifestazione di interesse del Comune di Rieti a firma dell’allora sindaco Simone Petrangeli. A seguito di quella decisione in estate si mosse il presidente del consorzio industriale Andrea Ferroni che a settembre, tramite delibera del cda, individuò e assegnò l’area dove far nascere l’impianto a biometano. Poi due anni di incontri fitti tra azienda e tecnici del Comune e Regione Lazio. In mezzo le proteste dei residenti che si erano costituiti in comitato contro il progetto dell’Enersì che nel frattempo però aveva incassato nel merito pareri positivi da parte alcune enti preposti. Poi la decisione di revoca dell’area da parte del commissario straordinario, confermata qualche giorno fa dal Tar che ha messo la parola fine ad una vicenda che però non risolve il problema.

 

Problema che è solo rimandato, visto che prima o poi il territorio dovrà necessariamente dotarsi di un impianto di smaltimento ad hoc. E’ su questo aspetto che si articolano le considerazioni del sindaco di Rieti Antonio Cicchetti“Mi sarei aspettato e avrei desiderato una decisione da parte di autorità sanitarie e amministrative competenti in grado di valutare il merito della questione, invece si è preferito il metodo. Tutto questo purtroppo non c’è stato ed abbiamo perso sei anni non riuscendo a dare risposte ai cittadini. Nei prossimi giorni dovrebbe concludersi l’iter che porterà al nuovo piano provinciale dei rifiuti. Siamo nella fase di consultazione dei sindaci interessati e poi finalmente il piano verrà alla luce e sapremo le aree della provincia idonee ad ospitare questi impianti che diventano essenziali. Spero che si faccia presto perché i cittadini non possono più pagare somme elevate per lo smaltimento dei rifiuti. Più ci allontaniamo e più per i nostri concittadini lievitano le bollette Tari. Una presenza in loco di un impianto a norma farebbe risparmiare tutti”.