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Rieti, danni per allagamenti della Piana. La Coldiretti chiede di velocizzare i ristori

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Rieti, danni per allagamenti della Piana. La Coldiretti chiede di velocizzare i ristori. L'associazione sollecita i Comuni colpiti dagli allagamenti della Piana Reatina a comunicare tempestivamente una stima dei danni subiti per il riconoscimento dello stato di calamità

In merito è stata inviata agli enti interessati una lettera da parte del dipartimento della Protezione Civile. “I tempi purtroppo sono strettissimi - spiega il presidente di Coldiretti Rieti, Alan Risolo - e i Comuni devono assolutamente comunicare una stima dei danni subiti entro la giornata di domani, lunedì 8 marzo, al fine di ottenere il riconoscimento dello stato di calamità. Sollecitiamo quindi i Comuni, soprattutto quelli che ancora non hanno elaborato questo dato, a dare tempestiva comunicazione entro il termine stabilito dalla Protezione Civile. Non possiamo rischiare di perdere questo riconoscimento fondamentale”. 

 

Nei giorni successivi agli allagamenti che hanno interessato la Piana Reatina, Coldiretti Rieti aveva effettuato un perizia con un agronomo. Secondo una prima stima ammonterebbero a circa un milione e mezzo di euro per mancato reddito i danni. Ad essere interessati sono circa 600 ettari di terreno agricolo, dei quali 350 coltivati a cereali e 250 a erba medica.  Successivamente una delegazione di Coldiretti, insieme al presidente del Consorzio di Bonifica Etruria Meridionale e Sabina, Gianluca Pezzotti, ha incontrato i vertici di Erg S.p.A., la società che gestisce la Diga del Turano.

 

 

“Auspichiamo che possa svolgersi al più presto un incontro tra le Istituzioni ed Erg - conclude Risolo - finalizzato a definire i ristori per i territori che hanno subito danni ingenti. Questo è il primo passo da fare, prima ancora che si definiscano gli interventi di manutenzione e infrastrutturali da effettuare, che sarebbero inutili se le aziende fallissero”.  Un incontro istituzionale con Erg che Coldiretti Rieti aveva già sollecitato alla Regione Lazio, chiedendo l’apertura di un tavolo di confronto da parte della Pisana, come soluzione per lavorare insieme nell’interesse del territorio sotto un’unica cabina di regia.​