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Rieti, piana allagata. Il caso in consiglio comunale: "Revocare le concessioni per le dighe"

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Un consiglio comunale straordinario per discutere della recente alluvione che ha flagellato il territorio nelle settimane scorse creando ingenti danni alla popolazione, alle aziende agricole e alle colture. E’ la richiesta avanzata dai consiglieri Andrea Sebastiani, Giosuè Calabrese, Roberto Casanica e Letizia Rosati insieme ai colleghi di Fratelli d'Italia, Forza Italia.

 


 

“Quello che chiediamo a tutto il consiglio - fanno sapere - è di condividere e approvare l'odg sottoscritto e allegato alla richiesta di indizione di un consiglio comunale straordinario con l’obiettivo di impegnare il sindaco e la Giunta a mettere in campo ogni azione utile, in sinergia con la Provincia, per chiedere la revoca di tutte le grandi concessioni idriche rilasciate dalla Regione nei confronti dei concessionari, laddove essi si siano dimostrati inadempimenti degli obblighi previsti dal disciplinare di concessione, risalente addirittura al 1950. Verificando, altresì, che gli stessi concessionari abbiano adempiuto all'obbligo di versare tutti i canoni concessori che, in quota parte, dovevano essere poi trasferiti dalla Regione Lazio sul territorio sotto forma di risarcimento per lo sfruttamento delle nostre acque”. L’ordine del giorno verrà proposto anche in Provincia, pur con le opportune modifiche per adattarlo alla necessità di coinvolgere i sindaci in questa battaglia a tutela degli interessi dell’intero territorio, comunale e provinciale mira anche a costringere gli organi preposti a modificare il disciplinare di gestione in essere, posto che nel corso di 70 anni dalla sua articolazione sono intervenute modifiche sostanziali tanto nella dinamica precipitazionale, in termini di aumento dell’intensità della stessa quanto in chiave di urbanizzazione e assetto geomorfologico del territorio stesso.

 

 

Quello che sembrerebbe emergere è l’intempestività e l’inefficacia, nel caso dell’alluvione che ha interessato Rieti nelle settimane scorse come di quella avvenuta nel 2010, degli interventi adottati dalla Erg Hydra che gestisce le dighe del Turano e del Salto per drenare il flusso idrico. “Atteso che tra le prerogative del gestore vi è quella di comunicare al Comune i dati della quantità delle precipitazioni in arrivo che, a sua volta, ha l’obbligo di attivare ogni misura emergenziale in via precauzionale, dalla predisposizione delle squadre di Protezione civile comunale a quella di attivazione del centro operativo comunale. La Società Erg – procedono i consiglieri – non poteva quindi non sapere della presumibile quantità d’acqua che si sarebbe riversata sul territorio avendo peraltro ben a conoscenza il livello raggiunto dall’invaso delle due dighe interessate dalla concessione. Non è più tollerabile che si continui a trattare questa Provincia e i suoi abitanti come sudditi dei grandi interessi delle multinazionali e della Capitale, crediamo che sia ormai giunta l’ora di alzare la testa e rivendicare quello che a noi spetta attraverso un equo risarcimento” concludono i consiglieri.