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Rieti Covid, pranzi dei 100 giorni. Scattano i controlli

Paola Corradini
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Rieti, nonostante la pandemia gli studenti reatini hanno deciso di non rinunciare al pranzo dei cento giorni. Lo scorso anno la festa era saltata a causa del lockdown, ma questa volta gli studenti dei quinti, nel rispetto delle regole, hanno scelto di ritrovarsi ugualmente nonostante i contagi siano risaliti in modo preoccupante soprattutto negli istituti superiori. La scelta è caduta su pranzi a numero contenuto e con posti assegnati all’interno dei ristoranti e dei locali che dovranno rispettare le regole imposte dai decreti anti Covid. Gli anni passati in un unico giorno, la città e i locali venivano invasi, da centinaia di giovani che dall’aperitivo dell’una passavano al pranzo per arrivare poi a notte fonda con la festa serale in tutti i locali cittadini. Questa volta tutto è cambiato e la prima decisione ha riguardato lo scaglionamento della festa in più giorni. Si è partiti ieri, 4 marzo, con i maturandi che si sono dati appuntamento nei locali della zona del ponte Romano. Tavoli da quattro distanziati tra di loro, ma niente festeggiamenti serali visto che il Dpcm vieta qualsiasi tipo di assembramento ed impone il coprifuoco alle 18 per i locali.

Da parte delle forze dell’ordine è prevista una stretta per la sicurezza e il rispetto delle regole. Saranno in campo carabinieri, polizia e guardia di finanza da oggi fino a martedì, con controlli maggiori nel week end. Per chi non rispetterà le regole previste multe per avventori e gestori compresa la chiusura dei locali. Ieri mattina si è tenuta, in videoconferenza con la Prefettura, una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Vice Prefetto Vicario Luisa Cortesi, con la partecipazione dei vertici delle Forze dell’ordine, la Polizia Locale, Provincia, del Comune e direzione sanitaria della Asl. Dopo aver esaminato l’andamento della campagna vaccinale e i dati epidemiologici che evidenziano una preoccupante ripresa dei contagi, specialmente fra i più giovani, è emersa l’esigenza di intensificare i controlli finalizzati al rispetto della normativa anticovid, con particolare riferimento proprio ai pranzi dei cento giorni. Le Forze dell’ordine, carabinieri, guardia di finanza e polizia, effettueranno quindi controlli serrati in tutti i luoghi di aggregazione e nei locali pubblici, verificando il rispetto delle normative e applicando le relative sanzioni in caso di violazione.

 

Sulla scelta dei ragazzi è intervenuto anche il primo cittadino Antonio Cicchetti che ha sottolineato la necessità, da parte dei ragazzi, “di attenersi a determinate precauzioni perché altrimenti si fa un massacro. Se amano questo appuntamento che lo svolgano nella coscienza che devono attenersi a regole precise mantenendo il livello di guardia elevato”. Per la consigliera con delega alla Scuola Letizia Rosati “le regole vanno sempre rispettate e mi sembra che la raccomandazione della Asl di qualche giorno fa sia stata chiara. Nessuno vuole vietare ai giovani di stare insieme perché il pranzo dei cento giorni è un momento importante della loro vita, ma è altrettanto importante avere la consapevolezza delle regole. Mi chiedo se era realmente opportuno fare pranzi con questi grandi numeri e soprattutto mi domando dove sono le famiglie? E questo per me è un interrogativo ancora più importante”.

Gli studenti però sono sicuri del fatto loro e, sottolineando che la preoccupazione c’è, sostengono che rispettando le regole riusciranno a stare insieme senza correre rischi. Hanno perso momenti importanti di condivisione a causa della didattica a distanza e questo momento non era possibile perderlo per rivedersi magari per l’ultima volta fino alla maturità. Anche i ristoratori hanno preso tutte le precauzioni come spiega uno dei ragazzi che gestisce il Gosch sul Lungofiume Bellagamba: “Abbiano provveduto a mantenere i tavoli distanti con un numero che rispetti il Dpcm e grande attenzione anche nella cucina e al bar”. Armando Balzerani del No Better Place dice che “tutto verrà svolto nel pieno rispetto delle regole”. Anche Di Ginacristofaro del Riot , uno dei locali pieni ieri mattina per l’aperitivo sottolinea come “i ragazzi siano stati bravi a dividersi in più giorni senza creare gli assembramenti di due anni fa”. Da parte sua la Asl ha chiesto ai maturandi “il massimo senso del rigore, del rispetto delle norme per sé stessi e per gli altri. Ora che la meta è più vicina, grazie alla vaccinazione, non possiamo permetterci passi indietro. Se si tornerà indietro con un ulteriore aumento dei contagi potrà dirlo solo il tempo.