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Rieti, discariche abusive. Multe per oltre 39 mila euro

Monica Puliti
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Le fototrappole disseminate sul territorio contro l’abbandono dei rifiuti e le multe, salatissime, rifilate a 65 persone (per un totale di quasi 39 mila euro) negli ultimi mesi non sono state sufficienti a scoraggiare chi, approfittando di zone tranquille e poco illuminate, ha scaricato e continua a scaricare lungo le strade o in mezzo al verde ogni tipo di rifiuto. E poco importa se le aree in questione sono più lontane rispetto al centro di raccolta di Casapenta, dove poter conferire ingombranti e non: l’ignorante-incivile, evidentemente, il problema neppure se lo pone e abbandona materassi, materiali dei cantieri, pneumatici, televisori e molto altro ancora ovunque, purché lontano da occhi indiscreti.

Succede, per esempio, lungo la strada che da Campomoro sale verso Sala: qui, a pochi metri dall’ingresso dell’oasi francescana di Sant’Antonio al Monte, si trova il primo cumulo di rifiuti, una mini discarica che giace lì da mesi e che diventa più grande ogni giorno che passa; salendo poi per i tornanti della Provinciale altre mini discariche ai margini della strada, in mezzo al verde o lungo le mulattiere che partono dalla stessa. Insomma, un bruttissimo spettacolo in un percorso immerso nella natura e di grosso impatto paesaggistico.

Uno spettacolo che si ripete anche in altre aree: alla Foresta, lungo i tornanti della Terminillese, a Valle Oracola e ora, dopo le alluvioni che hanno inondato nelle scorse settimane la Piana, alle Comunali. “Avvieremo la bonifica la prossima settimana” ha assicurato il presidente dell’Asm, Vincenzo Regnini, dopo aver partecipato proprio ieri mattina a una riunione in Comune per programmare una serie di interventi per ripulire i siti contaminati dai rifiuti. “Invieremo sul posto squadre a rotazione – aggiunge -, che raccoglieranno e porteranno a Casapenta tutto ciò che è stato abbandonato in mezzo al verde, un servizio che ha un costo aggiuntivo per la comunità”. Altro fattore che l’ignorante-incivile ignora, come pure l’altro, la possibilità cioè di essere “immortalato” dalle fototrappole mentre sta abbandonando i rifiuti e perciò di essere multato: 600 euro più il conto spedito a casa del costo di ripulitura del sito. Per contrastare questo triste fenomeno che, come detto, pesa sulle tasche di tutti i cittadini, probabilmente anche di quelli che insozzano l’ambiente, l’amministrazione comunale si sta attrezzando con altre fototrappole da installare in aree sensibili, “affinché passi il messaggio che il territorio è monitorato”, dice l’assessore all’Ambiente, Claudio Valentini.