Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+

Rieti, uccise compagno dandogli fuoco mentre dormiva. I periti: Non ci fu premeditazione

Paola Corradini
  • a
  • a
  • a

Si è tenuto l'incidente probatorio che ha visto relazionare il professor Gabriele Mandarelli nominato come perito per eseguire la perizia psichiatrica in relazione alla capacità di intendere e di volere e alla capacità processuale di Braulina Cozzula, la donna accusata di aver dato fuoco al compagno Valerio Amadio la sera del 25 novembre 2019 all'interno del loro appartamento in via Dionigi nel quartiere di Campomoro. Il professor Mandarelli, durante la sua relazione, ha chiaramente parlato di vizio parziale di mente.

Secondo quanto spiegato anche dall'avvocato difensore della Cozzula, Tiziano Principi del Foro di Rieti, “al momento del fatto, come anche nei giorni precedenti, era in un grado elevato di vizio di mente e questo porterebbe alla riduzione di un terzo della pena. Oltre a quanto riportato nella perizia psichiatrica va aggiunto che i dati etilometrici registrati dopo la tragedia erano a 0,88 e in questi casi il soggetto è normalmente affetto da disforia cioè da comportamenti aggressivi sia a livello fisico che verbale oltre a non ricordare ciò che gli accade intorno". “Dai dati raccolti e a seguito dei colloqui con Braulina Cozzula – spiega l'avvocato Principi – il professor Mandarelli ha escluso la premeditazione di quanto accaduto”.

La storia è nota. La sera del 25 novembre dopo una lite Braulina sarebbe uscita dall'appartamento di via Dionigi 8 con il figlio più piccolo che allora aveva 7 anni e, rientrata, avrebbe gettato addosso a Valerio Amadio seduto sul divano, della benzina. Pochi secondi e le fiamme hanno avvolto l'appartamento mentre Braulina cercava di portare in salvo il figlio maggiore che si trovava in un'altra stanza. Le fiamme l'avevano comunque investita tanto che la donna era rimasta gravemente ustionata e ricoverata al Sant'Eugenio. Tra le aggravanti contestate dal Gip Lisena la premeditazione e la presenza di un minore al momento della tragedia. Alla donna viene anche imputato il pericolo di un incendio che avrebbe potuto coinvolgere le abitazioni vicine e che ha richiesto l’intervento dei vigili del fuoco. Da qui la richiesta da parte dell'avvocato Principi di un contro esame, che si terrà il prossimo 8 aprile, per far emergere che quanto accaduto sia un episodio colposo e non volontario. Intanto Braulina Cozzula rimane rinchiusa nel carcere di Rebibbia. Ora spetterà alle parti, accusa e difesa, presentare le loro motivazioni. Cosa certa è che ci sono alcuni punti ancora oscuri e diverse domande. Perché nessun vicino di casa è stato sentito, come pure i due poliziotti intervenuti per primi in via Dionigi. E perché il magistrato ha effettuato il sopralluogo solo dopo diversi giorni con l'appartamento che era rimasto con le finestre e i balconi aperti.