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Rieti, piana allagata. La Regione firma lo stato di calamità

Paola Corradini
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Il governatore della Regione Lazio Nicola Zingaretti ha proclamato ieri mattina, con la firma del decreto, lo stato di calamità naturale per i comuni colpiti dalle esondazioni dei fiumi del Turano e Velino del 25 gennaio e del 16 febbraio.

 

Ora i passaggi saranno tre: il primo riguarderà la ricognizione delle spese sostenute dalle amministrazioni da parte dell’Agenzia regionale di protezione Civile. Sarà poi cura dell’Agenzia Regionale di Protezione Civile, nei limiti delle risorse disponibili, provvedere al ristoro delle spese sostenute dalle amministrazioni interessate. L’ultimo passaggio sarà richiedere alla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento Protezione Civile, il riconoscimento dello “stato di emergenza” in considerazione della gravità del fenomeno verificatosi e della notevole rilevanza dei danni causati, che richiedono l’adozione di misure di natura straordinaria ed emergenziale per la gestione dell’emergenza idrica, la riparazione dei danni e il sostegno alle popolazioni e alle attività produttive.
I territori interessati ricadono dei Comuni di Rocca Sinibalda, Belmonte in Sabina, Longone Sabino, Rieti, Contigliano, Greccio, Rivodutri, Colli sul Velino, Cittaducale, Cantalice, Poggio Bustone, Concerviano, Petrella Salto. Il primo a parlare di stato di calamità era stato il coordinatore della Protezione Civile Regionale Carmelo Tulumello, che durante la seconda emergenza aveva dichiarato: “È volontà del presidente della Giunta Regionale chiedere lo stato di calamità al Consiglio dei Ministri anche ai fini di accedere a fondi appositi per i comuni colpiti dall’esondazione”.

 

Più pesante era andato il sindaco di Rieti Antonio Cicchetti chiedendo “di vedere i documenti per accertare le responsabilità. Non è possibile che quando c’è da incassare c’è il privato e quando c’è da pagare c’è pantalone, il pubblico” riferendosi alla Erg quale gestore dell’invaso del Turano e del Salto, finito nel mirino allo scattare dell’emergenza per aver deciso il rilascio dell’acqua dalla diga del Turano per mantenere i laghi a livelli di guardia. “Non ci hanno detto nulla prima dell’emergenza – aveva dichiarato Cicchetti soprattutto di quanto poteva accadere e per questo chiederemo un’indagine per accertare eventuali responsabilità”. 
Nella determina firmata da Zingaretti viene sottolineata quindi la necessità di garantire un immediato sostegno alle amministrazioni attraverso il ristoro delle spese sostenute dai Comuni per gli interventi di soccorso e assistenza alla popolazione con provvedimenti di un concreto sostegno finanziario.