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Rieti-Terni e svincolo di Micigliano: cantieri fermi e lavoratori senza soldi

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Monica Puliti
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“Forse è colpa della sfortuna, ma il nostro territorio sembra destinato a essere terremotato a prescindere dalla tipologia degli eventi tellurici che si manifestano”. In tale casistica sembrerebbe rientrare la vicenda della ditta Tecnis Spa, impegnata nella realizzazione di due importanti opere nel territorio: il completamento della Rieti-Terni e l'adeguamento di un tratto della Salaria all'altezza di Micigliano. “La Tecnis infatti - ricordano Feneal-Uil, Filca-Cisl e Fillea-Cgil - lo scorso anno è stata coinvolta in un'indagine della magistratura catanese che ne ha determinato il commissariamento, conclusosi a fine marzo di quest'anno con la riconsegna alla proprietà della ditta e la conseguente entrata in crisi della stessa, sommersa da problemi finanziari, e l'ingresso in un concordato preventivo sulla base dall'articolo 161 - sesto comma della legge fallimentare”. Le ripercussioni del commissariamento su quelle opere si sono manifestate attraverso una serie di difficoltà e ritardi e solo la buona volontà delle istituzioni e, soprattutto, dei lavoratori ha impedito il totale fermo delle stesse, con il rischio corso, la notte del 24 agosto 2016, di ostacolare le opere di soccorso alle zone terremotate. “L'apertura del concordato del mese scorso - denunciano i sindacati - rischia stavolta di mettere fine al completamento dell'opera, essendosi di fatto fermata ogni attività industriale del gruppo Tecnis in attesa di definire il piano concordatario da presentare al tribunale di Catania: in altre parole è tutto fermo. Il cantiere della Terni-Rieti ha messo in libertà i lavoratori ed è fermo, il cantiere di Micigliano non ha attrezzature, materiale e forza lavoro per andare avanti: i lavoratori hanno in sospeso (non pagate) due mensilità del 2016, non ricevono la retribuzione da marzo e non riescono più a garantire la loro presenza in cantiere”. Da qui la decisione di uno sciopero nazionale indetto per domani (venerdì 12) e la richiesta, da parte degli stessi sindacati, di un incontro ai ministri Calenda e Del Rio per intervenire sulla vertenza. “Oltre a presidiare il cantiere con i lavoratori in sciopero - concludono le parti sociali -, una nostra delegazione sarà presente all'incontro per perorare la causa del territorio. Chiediamo alle istituzioni locali e regionali di attivarsi per una positiva soluzione della vertenza, andando oltre i proclami di ‘centralità del problema viario delle zone terremotate'”.