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Rieti Covid, in un anno 228 morti per il virus. La fascia di età più colpita quella degli 80enni

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Monica Puliti
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A partire da marzo 2020 sono stati 228 i decessi. Andando più nel dettaglio centoquarantatré decessi per Covid ogni 100 mila abitanti da inizio pandemia, oltre 40 in più rispetto alla media laziale e pochi numeri sotto a quella nazionale; 120 ogni 100 mila abitanti a partire dal primo ottobre scorso, con la seconda ondata pandemica, 10 in più rispetto alla media italiana e 20 in più rispetto a quella laziale. 
Sono alcuni dei dati provenienti dal dipartimento Protezione civile della presidenza del Consiglio e dai bollettini della Asl sulla mortalità del Covid 19 nel Reatino, che il movimento Nome Officina Politica si è preso la briga di andare a spulciare. Sempre dalla Asl emerge che la fascia d’età più colpita dal Coronavirus e in cui si registra il maggior numero di morti è quella degli 80enni, seguita dai 90enni, 85enni e poi i 75enni e gli ultra 90enni; a seguire tutte le altre fino ad arrivare alle fasce più “resistenti”: 35, 40 e 45 anni. 


Interessante anche il dato dei luoghi del decesso, che durante la prima ondata vede in testa le Rsa, le case alloggio e le case di riposo seguite, a parecchia distanza, dall’ospedale de’ Lellis, dai reparti Covid, dal reparto di Terapia intensiva e poi da quello di Malattie infettive. 


Il quadro cambia completamente con l’arrivo della seconda ondata pandemica, quando la stragrande maggioranza dei decessi si è registrata nei reparti Covid, seguiti dalla Terapia intensiva e solo al terzo posto dalle Rsa, case di riposo e case alloggio, segno di una maggiore attenzione – con misure più restrittive – verso le strutture per anziani e persone non autosufficienti dopo il boom di contagi registrati da Nord a Sud Italia nella prima fase della pandemia. Seguono ancora il reparto di Malattie infettive, strutture (non specificate) fuori della Asl, pronto soccorso e proprio domicilio nella stessa misura e poi il reparto Covid del pronto soccorso. Quanto ai decessi per numero di contagiati (e non per numero di abitanti) nella fascia over 80, per vedere la risposta del sistema sanitario locale, a Rieti, fino ai primi di gennaio scorso, si è registrata una percentuale del 3,5% (raccolta ed elaborazione di Nome Officina Politica), più alta rispetto ad altre realtà urbane (Terni e Siena, per esempio) dove insiste una fascia over 80 più alta della nostra. Mentre per quel che riguarda gli over 65, che costituiscono oltre il 25% della popolazione locale, e limitatamente alla prima ondata, si registrano oltre 20 decessi per 100 mila abitanti. 
“Il valore di giovedì scorso era di 147,2 decessi per 100 mila abitanti a partire da marzo 2020, mentre il dato assoluto e complessivo si attesta a 228 morti”, dicono Nome Officina Politica.