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Rieti, allagamenti nella piana. Emergenza per i pali delle linee telefoniche pericolanti

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Continua l'emergenza legata agli allagamenti a Rieti. La Prefettura ha fatto il punto della situazione nella serata del 18 febbraio. Nonostante gli scarichi dalle dighe siano rimasti invariati, gli allagamenti a valle in alcune aree risultano più estesi rispetto ai giorni precedenti in quanto i terreni sono ormai saturi e non riescono a drenare rapidamente.  E' stata verificata la presenza di alberi pericolanti che sono stati prontamente rimossi e sono stati fatti anche interventi da parte dell’Enel, che ha partecipato anche al al comitato per mettere in sicurezza alcune cabine. "L’attività di presidio viene dunque mantenuta e l’attenzione deve continuare a rimanere alta anche perché continuano i disagi dei residenti che, sebbene supportati dalle autorità locali e dal volontariato, vivono una situazione difficile da molti giorni", si legge in una nota della Prefettura.

 

Nella giornata di giovedì 18 febbraio, nello specifico, i controlli hanno consentito di rilevare la presenza di alcuni pali pericolanti della Telecom e, in attesa dell’intervento del servizio tecnico del gestore telefonico previsto per domani, 19 febbraio, sono stati provvisoriamente messi in sicurezza dai vigili del fuoco.
Al comitato della prefettura è stato rappresentato da più operatori intervenuti che i residenti, pur evidenziando i disagi che sono costretti ad affrontare hanno sempre dimostrato compostezza, correttezza, consapevolezza e spirito di collaborazione fra di loro e con gli operatori stessi.  I volontari hanno definito gli abitanti delle zone alluvionate “compagni di emergenza” proprio per sottolineare che con il loro comportamento responsabile e collaborativo consentono alle strutture operative di protezione civile di intervenire con serenità e maggiore efficienza.

 

 

Insomma l'emergenza legata agli allagamenti causati dalle aperture delle dighe, rese necessarie per garantire i livelli di sicurezza nei laghi Salto e Turano, continua a martoriare le zone di campagna intorno al capoluogo dove da giorni i volontari sono al lavoro per limitare i danni.