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Rieti, carro di Eretum. Fissate le tappe per il ritorno in Sabina

Paolo Giomi
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Finalmente, dopo il luogo, l’atteso ritorno del Carro d’oro del principe sabino di Eretum ha anche una data. O meglio un intervallo di date, che dal prossimo 23 aprile al 12 settembre porterà il prezioso reperto storico a Rieti, negli spazi della Fondazione Varrone di Palazzo Dosi, in piazza Vittorio Emanuele. E’ lì che avrà inizio il progetto “Strada facendo. Il lungo viaggio del Carro di Eretum”, iniziativa nata dalla collaborazione tra Fondazione Varrone, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Comune di Fara Sabina e Ministero dei Beni Culturali, attraverso la Soprintendenza Archeologica, le Belle Arti per l’area metropolitana di Roma, la Provincia di Rieti e il Museo Nazionale Romano, dove si trovano attualmente i reperti. 

 

 

Durante la mostra sarà proposta una nuova lettura dell’intera Tomba dei Carri della Necropoli sabina di Colle del Forno di Eretum, sorta nel territorio appartenente ora al Comune di Montelibretti, luogo dove i resti del carro furono ritrovati e trafugati, per arrivare, al termine di un lungo viaggio, nelle sale del museo Ny Carlsberg Glyptotek di Copenaghen, in Danimarca, dove è rimasto esposto per anni. E’ lì che, attraverso un’opera certosina di diplomazia internazionale, gli emissari del Ministero dei Beni Culturali lo hanno rintracciato e, attraverso il delicato lavoro dei carabinieri del Nucleo tutela patrimonio culturale, riportato a casa, a Roma, dove è approdato e dove è ora oggetto di un intervento di riqualificazione nelle stanze del museo nazionale romano. Ma non sarà quella di Palazzo Dosi la destinazione definitiva del Carro: dopo l’esposizione di Rieti i resti, che rappresentano il principale reperto storico-culturale dell’area sabina mai rinvenuto finora, faranno il loro definitivo ritorno presso il Museo civico archeologico di Fara Sabina, nel frattempo ristrutturato con un intervento ad hoc finanziato dalla Regione Lazio per 300mila euro.

 

 

Due storie che si riuniscono, definitivamente, in una ricostruzione dell’opera unica e mai vista finora, che tra i reperti provenienti da Copenaghen e quelli già esposti a Fara Sabina vedrà il reperto esposto nella sua “completezza”. Prima però un secondo passaggio a Roma, dove la mostra proseguirà con un’analisi tra periodi storici e ritrovamenti simili e allo stesso tempo differenti tra loro. Calcoli alla mano, si prevede che il carro di Eretum faccia il suo trionfale, e definitivo, ingresso in terra Sabina, ergo un “ritorno a casa”, all’inizio del 2022, prendendo la strada di Fara e del museo civico.