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Fara Sabina, Marinangeli attacca il sindaco: "Invece di aumentare le tariffe pensi ai vaccini"

Paolo Giomi
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E’ un appello con polemica quello che il gruppo consiliare “Noi Fara”, capitanato dall’ex candidato sindaco Marco Marinangeli, rivolge all’amministrazione comunale del sindaco Roberta Cuneo. L’appello all’apertura di un centro di somministrazione dei vaccini nel territorio del secondo Comune della provincia, che al momento ne risulta sprovvisto.

 


 

“L’amministrazione del sindaco Cuneo continua nel suo trionfale progetto di marginalizzazione del territorio di Fara Sabina dal suo contesto – tuonano gli esponenti di “Noi Fara” – sempre i primi ad aumentare tariffe, ultimi invece nel fornire servizi ai cittadini. Dal primo febbraio gli over 80 si possono recare nei centri vaccinali di Fiano Romano, Poggio Mirteto, Magliano Sabina, Palombara, Mentana-Monterotondo, Rignano Flaminio, ma non a Fara, perché qui non è prevista l’apertura di un centro. Unica città per numero di abitanti e qualità dei collegamenti ad esserne sprovvista. Oltre 1000 cittadini ultraottantenni di Fara ringraziano questa amministrazione improvvisata e latitante – tuonano ancora Marinangeli e i suoi - per non aver trattato, spronato e persuaso, la Asl e la Regione all’apertura di un centro vaccinale anche da noi. La differenza tra politicanti ed amministratori sta nel fatto che i primi passano il tempo giustificandosi, attaccando avversari immaginari e rivendicando vittorie inesistenti; i secondi, invece, lavorano per rendere la vita dei propri cittadini migliore, adoperandosi con qualsiasi mezzo ed a ogni costo per tutelare gli interessi della propria città”.

 


Così dopo la proposta dell’istituzione di una casa della Salute presso il territorio di Fara Sabina, che l’ultimo consiglio comunale ha approvato all’unanimità dopo la proposta del gruppo di minoranza de “Il Ponte”, diventa attuale il tema della realizzazione di un centro di somministrazione dei vaccini nel territorio farense. Tema tutt’altro che campato in aria, visti anche i numeri registrati, dall’altra parte del fiume Tevere, dal centro regionale aperto a Fiano Romano, che ha visto registrazioni provenienti proprio dai territori di Fara Sabina, Montopoli e Poggio Mirteto, a dimostrazione di quanto un presidio sanitario “di area”, che varchi i confini territoriali comunale e provinciale, si renda quanto mai necessario per l’unico territorio del quadrante nord della regione Lazio in ascesa demografica. E, nonostante le tante difficoltà del caso, anche economica.