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Carro d'oro, la Regione stanzia 300 mila euro

Paolo Giomi
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Con l’ottenimento del finanziamento, da parte della Regione Lazio, per la ristrutturazione del museo civico archeologico, Fara Sabina sancisce a tutti gli effetti il ritorno del Carro d’oro del principe Sabino di Eretum, principale reperto archeologico mai trovato in terra Sabina – fu rinvenuto nei pressi dell’area di Montelibretti dove ora sorge il presidio del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr) -, tornato in Italia dopo anni e al termine di un lungo e delicato “intrigo internazionale” con la Danimarca, che lo esponeva nel museo Carlsberg di Copenaghen. E che alla fine, dopo il lungo lavoro diplomatico degli emissari del Mibact, lo ha restituito al Belpaese, a Roma. Da dove, ora, attende di essere assegnato a Fara Sabina per essere di nuovo messo in esposizione a beneficio della collettività. Resta solo da conoscere i tempi, entro i quali lo storico reperto tornerà a casa.

Ad annunciare l’avvenuto finanziamento dell’opera di riqualificazione del Museo di Fara Sabina, dopo le comunicazioni della Regione Lazio di martedì, è il sindaco, Roberta Cuneo, che annuncia come “Il progetto di ristrutturazione del museo civico archeologico di Fara Sabina è stato finanziato, per accogliere finalmente nel luogo legittimo la tomba del principe Sabino. Il nostro progetto è rientrato nella seconda tranche del finanziamento messo a disposizione dalla Regione Lazio per valorizzare i luoghi della cultura del Lazio. Siamo felici che la Regione abbia voluto finanziare questo progetto, riconoscendone la rilevanza culturale, e non possiamo che ringraziare per questo importante contributo".

"Abbiamo lavorato molto per predisporre un importante lavoro di ristrutturazione ed allestimento delle sale di Palazzo Brancaleoni, che già ospita gli altri reperti provenienti dagli scavi della necropoli di Eretum – ha proseguito il primo cittadino di Fara -, per garantire la visibilità che merita allo splendido carro, e offrire al contempo ai visitatori la conoscenza completa della più importante necropoli della Sabina tiberina arcaica. Un ringraziamento speciale va al consigliere comunale Paola Trambusti e all’Ufficio Cultura del Comune, che con un lavoro tenace, competente e pieno di passione portano a casa un risultato importante per Fara in Sabina. Siamo certi, infatti, che la presenza del prezioso reperto nel nostro Museo rappresenterà una grande opportunità di rilancio per il territorio. Ora confidiamo in un lavoro per realizzare un sogno che ormai è a un passo: il ritorno del Carro nella propria terra”.