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Rieti, 27 milioni per sanità, trasporti e digitale

Alessandro Toniolli
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Si riaccendono i riflettori sulle aree interne. Per decenni si è creduto che lo sviluppo della provincia avrebbe potuto fare a meno dei suoi territori più difficili, ma anche più ricchi dal punto di vista delle risorse naturali, paesaggistiche, storiche e sociali. Tramontata l’era della Cassa del Mezzogiorno e dello sviluppo industriale queste valli si sono ritrovate spopolate ed incolte, ma l’incuria ha conservato intatto gran parte del patrimonio naturale, offrendo oggi a chi le sappia cogliere nuove opportunità perfettamente coerenti con una modernità fatta di una nuova economia sempre più centrata sul verde, la bellezza e le produzioni di qualità. Quello con cui ora ci si trova a confronto è un programma che il consigliere regionale Fabio Refrigeri definisce “ambizioso”, spiegando poi come per la sua realizzazione siano state rese disponibili “ingenti risorse, in totale circa 27 milioni di cui una parte già utilizzate, come ad esempio quelle contro il dissesto idrogeologico, che permetteranno di creare i presupposti per i nostri territori di essere in grado di affrontare e vincere le sfide che si prospettano anche nell’immediato futuro”. Un futuro che per essere costruito necessita di investimenti tesi a rendere di nuovo sicuri, accessibili e vivibili i territori interessati: 31 comuni che raccolgono 35 mila abitanti su un territorio di oltre 1600 chilometri quadrati. Un programma a cui hanno collaborato la Giunta Regionale del Lazio e l’Agenzia della Coesione territoriale della Presidenza dei Ministri teso a “rilanciare un territorio che negli ultimi decenni ha visto un lento e progressivo spopolamento e una costante marginalizzazione - continua Refrigeri - aggravata anche dal tragico sisma del 2016. Un territorio in cui la pandemia che sta affliggendo tutto il mondo sta sì creando ulteriori disagi e difficoltà ma che ha anche aperto un nuovo spiraglio su un possibile e percorribile sentiero di riscatto e rinascita, che si snoda proprio su quelle debolezze che questo accordo di programma aveva individuato e intende rafforzare: i trasporti, la sanità, l’istruzione e il digital divide”. Settori cruciali per lo sviluppo in cui i comuni hanno a disposizione circa 12 milioni di euro, da investire “in un momento storico in cui si sta riscoprendo la possibilità e la bellezza, anche grazie alle nuove tecnologie, di vivere e lavorare lontano dalle metropoli”. In conclusione il consigliere regionale ha voluto ringraziare “i sindaci e tutti coloro che hanno dato il loro contributo con in testa Gaetano Micaloni sindaco di Petrella Salto, Comune capofila del progetto”. La pandemia tra le tante negatività ha fatto riscoprire virtù di luoghi trascurati e che si candidano ad un domani con un ruolo da protagonista. Una opportunità da cogliere.