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Poggio Nativo, il sindaco ordina la riapertura della farmacia chiusa da giorni

Tania Belli
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Poggio Nativo e la farmacia: la querelle continua. Sulla questione s’è appena aperto un nuovo capitolo, determinato, come s’apprende da fonti comunali, dalla chiusura “non comunicata al protocollo e senza alcun giustificativo, dell’unica farmacia del territorio di Poggio Nativo, di proprietà privata”. Chiusura “segnalata da vari cittadini, e poi riscontrata di persona dal sindaco” Veronica Diamilla (foto). Sindaco che, dunque, ha cercato di “reperire immediatamente per via telefonica la titolare Laura Cilea”, e non avendo avuto riscontro, ha inviato “all’Asl Rieti - Uos Assistenza Farmaceutica Territoriale, all’ordine dei farmacisti provincia di Rieti e, per conoscenza, alla titolare, una richiesta urgente per avere informazioni in merito alle motivazioni di tale chiusura, stante la necessità che un così importante presidio sia, soprattutto in questo periodo di emergenza, aperto e reperibile”.
Richiesta a cui, per mail, la Cilea ha risposto, confermando “d’esser chiusa già da giorni, per non meglio chiariti motivi di salute e perché in quarantena, in seguito a un contatto a rischio con persona al di fuori dell’ambito lavorativo, e a sostegno di quanto affermato, produceva un generico certificato medico, dove tuttavia veniva attestata la non positività al virus Covid-19”.
Pertanto, il primo cittadino, valutate le disposizioni di legge, nonché, “dato atto che con Pec, l’Asl Rieti - Uos assistenza farmaceutica territoriale, comunicava che né le motivazioni addotte dalla Cilea, né il certificato bianco prodotto rientrano nei casi previsti come giustificativo alla chiusura, e visto altresì il verbale della Polizia locale”, ha ordinato “l’immediata riapertura della Farmacia della Cilea o l’immediata individuazione di un sostituto farmacista iscritto all'ordine, che possa garantire la continuità del servizio, a far data dal 5.12.2020”; ovviamente, disponendone “la notifica alla Cilea e la pubblicazione”. Tutto ciò, ritenendo “d’eccezionale gravità che l’unica farmacia del territorio, in un momento d’emergenza sanitaria, rimanga chiusa per un periodo così prolungato e che ciò sia avvenuto senza comunicazione e autorizzazione” e, soprattutto, “dovendo garantire alla cittadinanza l’accessibilità a un così importante presidio sanitario e la continuità del servizio”.