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Davide Basilicata lascia Fratelli d'Italia: "Scelgo la bandiera dei territori"

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Paolo Giomi
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Un fulmine a ciel sereno, politicamente parlando. Anche se qualcuno, forse, aveva già immaginato questo giorno, soprattutto negli ultimi tempi. Il giorno in cui, dopo oltre 15 anni di accesa e appassionata militanza e rappresentanza, Davide Basilicata lascia l'area del centro-destra. Almeno dal punto di vista di appartenenza partitica. Il sindaco di Fara Sabina, infatti, non ha rinnovato la tessera di Fratelli d'Italia, partito al quale ha aderito sin dal primo giorno, dopo tanta “gavetta” Destra Giovanile-Azione Giovani e Alleanza Nazionale, prima di confluire nel Popolo della Libertà. Con quella casacca, nella primavera del 2011, ha conquistato la storica vittoria alle amministrative del secondo Comune della provincia, poi ripetuta con numeri-record lo scorso anno, con la lista “Per Fara” e un progetto politico già propenso ad un'identificazione più territoriale che politica. Percorso che, come si legge nel lungo post di commiato pubblicato dal sindaco 34enne su Facebook, non giunge alla fine, bensì a un punto di svolta. “Dopo tante riflessioni non semplici, ma dovute alla mia gente e alla mia squadra, ho deciso che era il momento di fare un passo avanti e salutare la bandiera di un partito, Fratelli d'Italia, per scegliere solo quella della mia Fara, della mia provincia di Rieti, della mia regione e dell'Italia – scrive Basilicata - non sarà un pensiero unico e imposto la nostra forza, ma la pluralità, laici, cattolici, riformisti, conservatori, europeisti e sovranisti, perché è solo così che il centrodestra potrà ritornare davvero a guidare il Paese. Se, continueranno a prevalere interessi di bottega e divisioni, la nostra area politica sarà destinata a estinguersi, comportando da una parte l'astensione, e dall'altra elettori che non rispecchiandosi più in noi, propenderanno per un Pd sempre più centrista, o per la linea del M5S, che è riuscito a guadagnarsi la simpatia di molti, ed a cui non si può negare la freschezza ed il fascino del programma politico proposto, in contrasto con la vecchia classe”.