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Coronavirus, la Asl di Rieti: "L'attività del reparto oncologia non sarà trasferita dall'ospedale de' Lellis"

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“L’attività del reparto di Oncologia dell’ospedale De Lellis è regolarmente garantita e non esiste alcun motivo che lo stesso reparto possa essere chiuso o trasferito in una struttuta privata di Roma”.

La direzione Asl prova a fare chiarezza e a fugare timori e perplessità non solo dei malati oncologici ma anche delle associazioni di volontariato (Alcli Giorgi & Silvia e la Lilt) che pure, nei giorni scorsi, avevano firmato un documento congiunto nel quale manifestavano preoccupazioni per il trasferimento, autorizzato dalla Regione Lazio attraverso una determinata del 3 novembre scorso, presso la struttura sanitaria accredita Villa Tiberia Hospital, delle equipe di chirurgia e Oncologica, chirurgia vascolare, Ortopedia e Traumatologia, Oftalmologia, Urologia, Ginecologia e Ottorinolaringoiatria. Un trasferimento che si è reso necessario per attivare posti letto Covid nel pieno dell’emergenza sanitaria. Negli ultimi giorni a sollevare il problema è stata la moglie di un malato oncologico che, in una lettera aperta, ha chiesto alla Asl di riaprire il reparto di Oncologia al quarto piano del De Lellis attualmente riconvertito in area Covid.

A replicare alla donna è già stata il direttore del reparto di Oncologia medica, dottoressa Anna Ceribelli, e a ribadirlo è ora la direzione della Asl: “I pazienti e utenti stiano pure tranquilli perché l’0annunciata chiusura della loro oncologia non ci sarà. Come abbiamo avuto modo di ribadire più volte - continua la nota della direzione Asl - le attività del reparto sono state esclusivamente rimodulate per la grave emergenza Covid-19, senza mai nessuna interruzione del servizio e delle cure ai pazienti oncologici”. Per la azienda sanitaria locale, infatti, “è garantito l’accesso alle cure (infusioni di chemioterapia, immunoterapia, target therapy, terapia biologica, visite ambulatoriali, terapie di supporto, gestione della tossicità, supporto trasfusionale, accertamenti diagnostici invasivi e non invasivi, rivalutazioni radiologiche). E’ garantita l’offerta clinico-assistenziale per il paziente oncologico complesso che necessita di ricovero ordinario. Il ricovero è garantito da una gestione multidisciplinare con il supporto di un’equipe integrata e multi-specialistica (cardiologo, internista, pneumologo, geriatra, oncologo, nefrologo). Si ribadisce, quindi, che la notizia del trasferimento del reparto in una clinica privata romana e la sospensione dell’attività oncologica non corrisponde alla realtà e che il personale sanitario e i medici di Oncologia, continueranno ad esercitare con professionalità e impegno il lavoro di assistenza e cura ai malati”, conclude la nota della Asl.