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Potenziamento casa della salute di Magliano. I sindaci della Bassa Sabina: Rieti non ci perde nulla

Simona Ruggeri
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Il potenziamento delle attività chirurgiche nella casa della salute di Magliano non è un pericolo per Rieti. E’ questa la sostanza della lettera aperta firmata da 21 sindaci della Bassa Sabina alla vigilia della riapertura dei posti letto, che avverrà il  1 dicembre, nell’ex ospedale Marzio Marini. Tante le voci che si sono levate in questi giorni riguardo questo importante argomento che interessa la salute dei cittadini dell’intera Provincia. In particolare ci sono state alcune posizioni politiche che lasciavano intravedere un pericolo per l’ospedale di Rieti e per il capoluogo. Ovviamente i sindaci della Sabina non ci stanno e rimarcano la necessità di avere una struttura pienamente funzionante come lo era in precedenza il Marini di Magliano. Nella lettera si legge: “La testimonianza più sincera che la politica può offrire, quella più diretta, è quella che viene dai territori ed è rappresentata dai sindaci, gli unici rappresentanti istituzionali che per natura si trovano a gestire la loro funzione senza potersi permettere il lusso di farlo a seconda del loro orientamento politico ma piuttosto offrendo ad ognuno le stesse opportunità, con un senso di responsabilità che deve appartenere a tutti, senza distinzioni, un valore che non può essere tradito”. Poi la lettera continua: “Per questo le polemiche strumentali che stanno montando a proposito delle notizie che giungono da Rieti e che mettono in relazione il presunto depauperamento della struttura sanitaria del capoluogo e la relativa riqualificazione della Casa della Salute di Magliano, crediamo vadano lette ed interpretate in maniera più seria e responsabile, l'una come una esigenza temporanea contingente alla emergenza che non può essere sottovalutata e non come un attentato alla salute dei cittadini e l'altra come una occasione per tutta la provincia di recuperare uno spazio di assistenza strategico e dignitoso, centrale per un territorio come la Bassa Sabina a difesa del quale, per anni, ognuno di noi si e speso, oltre ogni appartenenza. Siamo convinti – concludono i sindaci – che in questo momento il ruolo degli amministratori debba essere questo, monitorare la situazione, sollecitare gli investimenti e rassicurare le comunità"