Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Alla Rsa di Magliano arriverà la Procura

Francesco Storace
  • a
  • a
  • a

Probabilmente se ne dovrà occupare la Procura della Repubblica. Nella Rsa comunale di Magliano Sabina ne sono successe di tutti i colori e non si può far finta di nulla. E finora ci si è limitati a bollare come allarmistiche le preoccupazioni – in realtà fondatissime – del capogruppo leghista Riccardo Corsetto.
A sostegno del suo grido d’allarme, una serie di messaggi dal tenore molto chiaro: “Una carneficina, stiamo lavorando senza protezioni Covid”. Sono degli operatori della struttura.
Due i morti finora accertati: inspiegabilmente il Comune aveva tentato persino di negarne l’esistenza, per incredibili questioni legate alla privacy. Nessuno chiedeva nomi e cognomi, ma solo se fosse drammaticamente vero che tutti gli anziani ospiti della struttura fossero stati contagiati dal Covid, e per alcuni di essi con conseguenze mortali.
“Qui è una carneficina, siamo diventati praticamente un reparto Covid. Bisogna intervenire immediatamente. Stiamo lavorando senza le dovute protezioni Covid”.
E Corsetto ci è andato giù duramente: "Il sindaco Giulio Falcetta e l'Assessore Eleonora Berni, non soltanto hanno taciuto alla comunità la notizia del focolaio totale nella Casa, ma hanno anche dichiarato il falso in merito ai protocolli applicati dall'ASL, visto il grido di aiuto vergato l'8 novembre scorso da una delle tre assistenti socio sanitarie responsabili della struttura in cui emerge chiaramente che gli operatori socioassistenziali erano costretti a lavorare senza dispositivi di protezione in quello che ormai era divenuto, a detta loro, un reparto Covid nel pieno centro di Magliano."
Diversi operatori sociosanitari hanno dovuto affermare a mezzo facebook, a difesa delle autorità sanitarie, che tutti i protocolli e i dispositivi erano stati utilizzati, invece c’è la triste conferma dello stato in cui questi operatori sono stati lasciati a lavorare, praticamente a mani nude in in quello che ormai non era più una casa di cura, ma un lazzaretto."
"La notizia che fossero morte due persone per Covid19 nella casa di cura di Magliano Sabina - dice Corsetto - la sapevano solo il parroco e i parenti delle vittime. Né i bollettini Asl, né il sindaco l'avevano comunicata”. 
I Carabinieri dei Nas due mesi fa erano stati già a Magliano ravvisando irregolarità nella Casa Alloggio, struttura di proprietà comunale, oggi affidata alla cooperativa “Sostegno”, tramite il Consorzio Intesa."
Il Comune ha gestito direttamente la Rsa fino al luglio del 2016, poi è subentrato il Consorzio “Intesa”, prima con la cooperativa Anima e oggi con la “Sostegno”, la cui concessione scade a dicembre ma già da tempo ha dimostrato di non avere interesse a proseguire nell'appalto. Il sindaco, il 6 novembre ha infatti bandito una nuova gara pubblica.
Una situazione duramente contestata dalla Lega. “Il sindaco – attacca Corsetto - da febbraio ha lasciato in mano a un consorzio disinteressato e inadeguato, che si trova a 140 chilometri da Magliano, la gestione della vita di 12 pazienti, che andavano tutelati con tutti i mezzi possibili, in cui non sono stati applicati protocolli di prevenzione previsti per le RSA, nonostante l'intervento dei NAS".