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Rieti, De Luca direttore sanitario e la Asl finisce nella bufera

Francesco Storace
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Arriva una bufera alla Asl di Rieti? Può darsi e la “zeppa” l’ha piazzata il consigliere regionale della Lega Daniele Giannini.
Scavando scavando, Giannini ha scoperto che la direttrice sanitaria, Assunta De Luca, probabilmente non ha i titoli per l’incarico e deve essere revocata da Zingaretti. E lo ha messo nero su bianco in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al governatore.
Nel documento - a cui occorrerà dare gli opportuni chiarimenti - si ricostruisce con grande meticolosità il percorso professionale della De Luca.
A marzo 2018 dall’ospedale Sant’Andrea di Roma passò, in posizione di comando, all’Ifo. E dopo due anni arrivò in cima alla Asl di Rieti, nella qualifica di direttore sanitario.
Ma è il percorso ad avere insospettito Giannini, che si è chiesto: “Che motivo avesse l’Ifo di prenderla nei suoi ranghi rimane un mistero visto che la direzione sanitaria dell’istituto vantava già cinque medici, una consistenza numerica da far invidia ad ogni azienda sanitaria. Ma le stranezze del ‘caso De Luca’ – prosegue il consigliere - si infittiscono perché nel luglio 2018 l’Ifo pubblica un avviso rivolto al personale interno per conferire l’incarico di responsabile dell’Uosd (Unità operativa semplice dipartimentale) ‘Qualità, accreditamento e rischio clinico’ una struttura che però verrà creata solo nel mese di novembre.
Nel frattempo i candidati trasmettono le domande entro il 6 agosto, termine fissato dal bando, ma la procedura sparisce dai radar. I vertici dell’Ifo ne approfitteranno per mutare il comando della De Luca in trasferimento e il 7 novembre, come anticipato, per creare l’Uosd ‘Qualità, accreditamento e rischio clinico’. Il 7 febbraio 2020 si procederà a conferire l’incarico alla De Luca”.
In questo caso la burocrazia non si è certo messa di traverso con le sue proverbiali lentezze.
“L’ascesa della dirigente campana – prosegue Giannini – non si esaurisce qui. Lo scorso giugno viene nominata direttore sanitario della Asl di Rieti ma sembra non possegga uno dei requisiti più importanti visto che, alla data del conferimento dell’incarico, non avrebbe maturato i cinque anni ai vertici di una struttura complessa che sarebbero stati raggiunti ben quattro mesi dopo”.
Non si può fare - è il ragionamento di Giannini - e ora tocca a Nicola Zingaretti e Alessio D’Amato sciogliere la matassa rispondendo con la chiarezza che è necessaria ad un’interrogazione dettagliata e molto precisa. Certo è che se l’esponente della Lega ha ragione non si potrà sottovalutare quello che è accaduto. E magari svelare chi ha deciso di procedere in questa maniera, diciamo, così sbrigativa.