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Coronavirus, risposte dei tamponi in ritardo nella Sabina Roma. La Asl cerca di rassicurare i sindaci

Paolo Giomi
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Montelibretti, nonostante si sia tentato di mettere una “pezza” al ritardato conteggio di circa 1000 tamponi, per lo più positivi, in tutto il territorio di competenza, resta altissima la tensione tra i Comuni del distretto sanitario Roma 5 e la relativa azienda sanitaria locale. Che oggi 12 novembre, alla presenza del suo direttore generale, Giorgio Santonocito, e del vicepresidente della Regione Lazio, Daniele Leodori, prenderà parte ad un incontro dedicato proprio al tema della tardata comunicazione dei risultati dei tamponi; e che nei giorni scorsi, in una nota ufficiale, ha tentato di rassicurare sul “recupero dei circa 800 referti non precedentemente comunicati alle istituzioni, grazie al lavoro di un team di oltre 60 persone dedicato esclusivamente a questo. E’ bene chiarire che non si tratta di tamponi andati perduti. A causa dell’elevato numero dei test eseguiti, e all’andamento in crescita del numero dei positivi, come purtroppo in tutta la nazione, si è determinato un sovraccarico dei laboratori di analisi e del sistema del tracciamento dei referti, che ha portato ad un ritardo delle comunicazioni istituzionali sul numero dei positivi”.

Motivo per cui alcuni Comuni, stanti proprio le difficoltà comunicative della Asl, hanno deciso di fare da soli. Aprendo canali comunicativi istituzionali sull’emergenza nei propri territori. E’ il caso, ad esempio, di Montelibretti, che da un paio di giorni circa ha dedicato un’intera pagina sul portale web del Comune alle comunicazioni riferite all’emergenza Covid, dal conteggio dei positivi, dei guariti, e dei decessi (nessuno, per fortuna, fino ad ora), ad ogni tipo di informazione che il Comune ritenga utile diramare alla cittadinanza. Tutto a disposizione dei cittadini, come non era accaduto finora in nessun Comune del distretto. Il sindaco di Montelibretti, Luca Branciani, con sportivo fair play, non entra nel merito delle polemiche con la Asl Rm-5, limitandosi a definire la situazione come “un’emergenza senza precedenti, per tutte le strutture deputate ad affrontarla. Ed è per questo che, andando forse anche controcorrente rispetto a molti altri enti, abbiamo deciso di aprire tutti i canali di comunicazione sull’emergenza, ritenendo che sia un sacrosanto diritto dei cittadini di essere informati sempre, in ogni istante, su quello che accade”. A testimonianza di come, in questo momento più che mai, un’informazione corretta e puntuale sia un punto fondamentale nella gestione dell’emergenza.

 E’ finito addirittura sui banchi del consiglio regionale del Lazio, attraverso un’interrogazione presentata dalla consigliera del Movimento 5 Stelle, Francesca De Vito, quello che viene ormai definito il “caso Marcellina”. Dove, lo scorso 2 novembre, la Asl Roma 5 ha inviato una comunicazione alla scuola primaria di Via Regina Elena per disporre la quarantena di 5 classi; peccato però che l’avvio dell’isolamento sarebbe dovuto partire, rispettivamente, il 21, il 23 e il 26 ottobre.

E che la situazione sia di grande difficoltà è testimoniato anche dal grido d’allarme lanciato dalla Cisl Funzione Pubblica di Roma e Rieti sulla tenuta dell’ospedale “Santissimo Gonfalone” di Monterotondo. “Il reparto di chirurgia è stato trasformato in area Covid – sottolinea il sindacato - ma l'edificio è dotato di un impianto di areazione inadeguato. Inoltre, non sono stati ancora predisposti percorsi differenziati, mettendo a rischio tutti gli operatori sanitari e gli utenti del nosocomio laziale”.