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Coronavirus, a Monterotondo i risultati dei tamponi arrivano in ritardo. Vertice con la Asl Rm5

Matteo Torrioli
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La scorsa settimana le parole del sindaco di Monterotondo Riccardo Varone avevano spaventato. “Registriamo 4 nuovi contagi” aveva detto il primo cittadino durante una diretta facebook. Poi la precisazione: “Sono numeri che riguardano i tamponi effettuati negli ultimi dieci giorni. La Asl in ritardo nel processare i tamponi e quindi i risultati sono arrivati tutti insieme”. Un fatto, forse, ancor più spaventoso rispetto al numero dei contagi in continua crescita. Infatti, oltre al problema della poca tempestività nella comunicazione dei dati che, oggi come oggi, decretano anche il “colore” di una Regione, c’è quello relativo alle persone che, per svariati motivi, si sono sottoposti al tampone. Questi, infatti, debbono stare in casa in isolamento domiciliare in attesa dei risultati. È facile capire che i tempi di quarantena si allungano non a causa della malattia ma di una gestione lenta e farraginosa relativa al processo dei tamponi e, soprattutto, alla comunicazione dei risultati. “Ho partecipato ad un incontro in videoconferenza con il direttore generale Santonocito della Asl Rm5, il Vicepresidente della Regione Lazio Daniele Leodori e molti colleghi dei comuni limitrofi che fanno parte della conferenza dei Sindaci – ha dichiarato il sindaco di Monterotondo Riccardo Varone - abbiamo chiesto chiarimenti sui ritardi delle settimane passate relativi ai risultati dei tamponi e ad altre criticità riscontrate in questa fase di emergenza, anche nella rete ospedaliera. Abbiamo avuto alcuni chiarimenti e nei prossimi giorni ogni Comune avrà un quadro esatto delle criticità e delle azioni messe in campo dalla Asl Rm5 e dalla Regione Lazio”.