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Coronavirus, impennata di casi a Rieti. La Asl stringe i tempi per il piano di riorganizzazione dei reparti

Paola Corradini
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Dopo il numero dei positivi che aveva segnato un calo nella giornata di lunedì con 22 nuovi soggetti positivi al test Covid 19, martedì 10 novembre il bollettino segna di nuovo un'impennata con 74 nuovi positivi che portano il totale complessivo, tra Rieti e provincia, a 1077.

26 i positivi in città mentre in provincia il numero più alto di nuovi positivi si registra a Fara in Sabina con 8 casi, a Poggio Bustone, 5; a Borgorose 4 e a seguire Cantalice, Cottanello, Poggio Moiano e Scandriglia con 3, Amatrice, Castel S. Angelo, Cittaducale, Forano, Monteleone in Sabina, Montopoli in Sabina 2. A Concerviano, Antrodoco, Contigliano, Corvaro, Orvinio, Pescorocchiano e Rocca Sinibalda 1 nuovo positivo per comune.

Ogni giorno i bollettini riservano una novità e così, dopo l'esclusione del numero dei tamponi giornalieri effettuati al drive in, ora arriva la notizia che “su espressa richiesta dei Sindaci della provincia, da oggi verrà inserito soltanto il numero totale dei positivi per comune”. Sembra che la proposta sia arrivata, durante la videoconferenza sulla Sanità, da parte di alcuni primi cittadini dei comuni più piccoli per evitare una bonaria “caccia alle streghe” che inevitabilmente, indicando sesso ed età dei contagiati, in una piccola comunità è inevitabile.

Sempre da bollettino i contatti in sorveglianza domiciliare sono 233 e i guariti 25 tra cui 7 a Rieti. Anche martedì 10 novembre due nuovi decessi: una 72enne e una 80enne ricoverate presso il reparto di Terapia Intensiva del De' Lellis. E, come da nota, erano affette da comorbilità. Ma sembra che la donna di 72 anni non sia morta ieri ma il 7 novembre come ha tenuto a precisare la figlia con un post su Facebook aggiungendo che “a parte la pasticca per la pressione mia madre non aveva comorbilità. Soffriva di fibromialgia che, mi hanno detto, non compromette il sistema immunitario. Si muore a causa del Covid”.

Covid che sta creando, ormai da giorni, problemi per il ricovero dei pazienti visto che i posti letto sono tutti occupati sia a malattie infettive che nei reparti al quarto piano Covid1, Covid 2 come a terapia intensiva. La direzione sanitaria cerca di correre ai ripari soprattutto per evitare che si creino attese infinite all'interno delle autoambulanze del 118 con pazienti che attendono l'accettazione al Dea anche cinque o sei ore. Come pure nella bolla accanto al triage o nei corridoi. La situazione non è semplice visto che, per arrivare agli 85 posti letto richiesti per l'ospedale de' Lellis, dal decreto firmato dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti il 5 novembre scorso, ne mancano ancora 40. E torna sempre più alla ribalta la proposta di trasferire nel nuovo ospedale di Magliano Sabina i reparti non Covid come i pazienti che necessitano di interventi inderogabili o altro tipo di cure mediche. Nella giornata di ieri era stato annunciato un comunicato stampa da parte della Asl proprio per illustrare il piano d'emergenza. Poi sembra sia stato rimandato tutto ad oggi. Intanto il tempo corre e i pazienti aumentano.