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Furto in villa al Terminillo, arrestato marocchino

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Ha scelto un tranquillo pomeriggio di novembre per mettere a segno il suo colpo a Terminillo, quando la montagna è praticamente deserta e svaligiare una casa diventa più facile. Ma al ladro questa volta è andata male perché poco dopo il colpo è stato visto dal proprietario della villa e in quella zona era anche presente un agente delle Volanti della Questura di Rieti che ha braccato il ladro nei boschi. In carcere è finito un 37enne marocchino con numerosi precedenti alle spalle che nel pomeriggio di giovedì scorso si era introdotto in una villa al Monte Terminillo, dove ha portato via un personal computer, una macchina fotografica, un cellulare, alcune centinaia di euro, carte di credito e vari anelli d’oro e d’argento. Durante la successiva fuga è stato però visto proprio dal proprietario dell’abitazione che lo ha seguito avvertendo telefonicamente gli agenti della Squadra Volante che sono intervenuti immediatamente nel luogo dove era presente anche un agente dello stesso reparto libero dal servizio. 
Dopo una prima battuta nella zona, l’agente della Polizia di Stato libero dal servizio ha individuato il cittadino marocchino in via dei Villini, ma mentre stava per procedere al suo arresto questi ha improvvisamente estratto un coltello, minacciando l’agente, e si è dato alla fuga in mezzo alla boscaglia dando luogo ad un inseguimento che si è poi concluso con il suo arresto nei pressi di Lisciano. L’agente dalla squadra Volante ha infatti inseguito l’uomo in mezzo alla boscaglia per oltre due ore, tenendosi in collegamento telefonico con gli equipaggi della Squadra Volante che nel frattempo si appostavano nella zona a monte di Lisciano chiudendo le vie di fuga al cittadino marocchino. Al momento dell’arresto l’uomo ha comunque colpito gli agenti con pugni e calci, causando loro delle lesioni personali. Tutta la refurtiva, che l’uomo custodiva all’interno del suo zaino, è stata recuperata e consegnata al proprietario della villa. Il marocchino è stato trasferito nel carcere di Civitavecchia.