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La bufala dei Cinque Stelle al Senato per infangare il commercio e la città di Rieti

Elio Lannutti  Senatore del M5S

Francesco Storace
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I Cinque stelle tentano di gettare fango sulla città di Rieti e il suo commercio, ma è il governo che sostengono a ribattere ogni accusa e a negare situazioni di illegalità. Insomma, ci hanno provato e gli è andata male. La mala parata viene alla luce dalla lettura degli atti parlamentari. Il senatore Elio Lannutti – assieme ad un altro manipolo di pentastellati – mette nero su bianco che nel comprensorio Rieti Cittaducale prospera l’illegalità. È il 9 settembre il giorno in cui la denuncia viene depositata in una interrogazione al Senato. Lannutti legge chissà dove che in un territorio popolato da 48mila abitanti ci sono ben 25 supermercati e borbotta: “Ohibò, qualcosa non quadra”. A spese nostre, il senatore grillino si arma di calcolatrice e deduce che non può essere possibile. Rieti produce appena lo 0,9% del Pil in Italia. Eppure – si meraviglia - la superficie di vendita occupata dalla grande distribuzione organizzata è quattro volte superiore alla media del Lazio e 2,3 volte alla media nazionale. Dove vuole arrivare? Ecco: al fallimento della rete di supermercati “Cooperativa risparmio '76" per bancarotta fraudolenta, stabilita il 2 maggio 2017 dal Tribunale di Rieti, che coinvolse la filiera agroalimentare locale. Per non farsi mancare nulla, nell’interrogazione (di settembre 2020!) tira Lannutti tira in ballo la gestione del Comune di Rieti in predissesto e “sotto la costante osservazione della Corte dei conti”. E alla luce di tale situazione – denuncia con indomito ardore - appare abnorme il numero di autorizzazioni rilasciate dallo stesso ente, dal Comune di Cittaducale e dal consorzio industriale Rieti-Cittaducale, per l’esercizio dell’attività di commercio nel settore alimentare e non alimentare. Ovviamente non poteva mancare il fattaccio: “risultano numerosi esposti depositati presso il locale comando della Guardia di finanza e numerose denunce presentate presso la Procura della Repubblica di Rieti e presso il Tribunale di Tivoli a causa di possibili effetti dovuti a meccanismi illegali di distorsione della concorrenza”. Che aspetta il governo a intervenire, chiedono arrabbiati i Cinque stelle. Contrariamente al solito, la risposta ci mette poco più di un mese ad arrivare tanto è evidente la fakenews pentastellata. Il 22 ottobre – e il 29 è pubblicata nel bollettino del Senato – è il sottosegretario agli Interni Variati che si incarica di rispondere alle balle grilline. E Lannutti, che su facebook pubblica praticamente tutto, stavolta non lo fa.Il perché è presto detto: i supermercati sono 15 a Rieti e 2 a Cittaducale e non 25 nel comprensorio, quindi Lannutti plachi i bollori. Un dato peraltro stabile dal 2018. E ci sono strutture gestite da grandi gruppi italiani, alcuni dei quali con imprenditori locali, sia stranieri. Il fallimento dei supermercati della cooperativa solo ora è nella fase della conclusione indagini. Infine, il predissesto del Comune di Rieti risale addirittura al 2013. Lannutti aveva parlato anche di infiltrazioni criminali nelle attività “denunciate”. Gli risponde a tono Variati: “Non risultano fatti o criticità riconducibili in qualche modo a forme di illegalità nell'ambito della distribuzione alimentare”. In pratica, ritenta e sarai più fortunato.