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Lavoro, il Covid dà il colpo di grazia a Rieti. La disoccupazione schizza al 12%

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Luigi Spaghetti
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L’emergenza sanitaria che stiamo tornando a vivere proprio in questi giorni con la seconda ondata di contagi, ha messo a nudo tutte le criticità del Reatino, un territorio già fortemente penalizzato dal devastante sisma del 2016 i cui effetti sono ancora drammaticamente sotto gli occhi di tutti. L’economia è praticamente entrata in una fase di stallo dalla quale stenta a uscire e soprattutto a rimettersi in moto.

Il Covid-19 ha fatto il resto dando il definitivo colpo di grazia a quelle attività che pure avevano resistito negli anni e cercavano di rimettersi in piedi. Il risultato è che ad oggi, secondo i dati Istat la provincia di Rieti si ritrova ad avere un tasso di disoccupazione che sfiora il 12%, che tradotto significa 7.600 disoccupati. Un vero e proprio dramma non solo economico ma anche sociale. Da gennaio la disoccupazione ha fatto registrare un balzo in avanti del 20%. Da 6.000 agli attuali 7.600. In particolare 1600 disoccupati in più di cui 320 sono percettori di cassa in deroga per area di crisi complessa mentre 1280 riguardano lavoratori che hanno presentato la domande per accedere alla Cassa integrazione Covid-19.

Un esercito di “senza lavoro” che potrebbe aumentare esponenzialmente nelle prossime settimane con l’aggravarsi, come sembra, della pandemia.

“Questa è una fotografia generale della nostra realtà occupazionale che tiene conto solo dei dati certificati - spiega Paolo Bianchetti, coordinatore Cisl area Roma capitale e Rieti area Rieti -. Scendendo nei casi specifici la situazione è ovviamente molto più grave. Tutto questo ha inevitabilmente portato ad un impoverimento del tessuto sociale ed economico della popolazione anche rispetto al lockdown della scorsa primavera. Come sindacato in quelle settimane terribili ci siamo fatti carico di aiutare chi era in difficoltà distribuendo circa 200 buoni pasto e generi alimentari e la realtà che abbiamo potuto constatare è stata quella di vedere anche persone insospettabili mettersi in fila e tendere la mano per avere un aiuto concreto per mandare avanti la propria famiglia. Una situazione davvero toccante. Sono quarant’anni - continua Bianchetti - che il Reatino è costretto a fare i conti con una crisi senza fine iniziata con l’uscita della Cassa del Mezzogiorno che ha più che dimezzato la presenza di grandi aziende al nucleo industriale, un problema acuito dalla crisi del 2009, dal terremoto di quattro anni fa e ora devastata definitivamente dalla pandemia da Covid che ha messo in ginocchio settori dell’economia locale che pure avevano superato bene le difficoltà degli anni passati. Il momento è difficile - conclude Paolo Bianchetti, coordinatore Cisl area Roma capitale e Rieti area Rieti - e istituzioni, associazioni e soprattutto la politica hanno il dovere di trovare soluzioni concreti e veloci per contrastare una crisi che sembra irreversibile nelle aree colpite dal sisma”.